Samsung, quanti guai! Risarcimento ai consumatori per “l’affaire Note 4”

Quante volte ci siamo detti che non avremmo mai cambiato sistema operativo al nostro telefono? A meno di essere costretti dal produttore, come spesso accade! In alcuni casi, il povero cliente ha ragione. E’ successo quando Samsung, con insistenti richieste, ha “costretto” i possessori di Galaxy Note 4 a passare al sistema operativo Android 6.0 Marshmallow.

Samsung Galaxy Note (Adobe Stock)
Samsung Galaxy Note (Adobe Stock)

Peccato che questo upgrade richiesto da Samsung si sia rivelato, in realtà, un vero e proprio “decline”. Anzi a dirla tutta, il passaggio al nuovo sistema è emerso essere proprio illegittimo, dal momento che l’aggiornamento dei consumatori al sistema operativo in questione ha reso i cellulari inutilizzabili e sono stati tutti costretti ad acquistarne uno nuovo.

Affaire Note 4, i punti salienti della vicenda

Samsung Galaxy (Adobe Stock)
Samsung Galaxy (Adobe Stock)

Ma andiamo con ordine. Perché questa storia parte prima ancora del 2016, quando la Samsung lancia sul mercato il Galaxy Note 4. Il Samsung Galaxy Note 4 è stato uno smartphone di fascia alta prodotto da Samsung, annunciato al IFA di Berlino il 3 settembre 2014, ed è stato distribuito il 22 ottobre 2014.

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Nel maggio del 2016 Samsung ha di fatto imposto ai possessori di Galaxy Note 4 il passaggio al sistema operativo Android 6.0 Marshmallow. L’illegittimità sta nel fatto che Samsung non ha mai avvisato, neanche per sbaglio, circa la perdita di prestazioni e funzionalità del dispositivo.

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L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha stabilito che la pratica fosse commercialmente scorretta, dato che di fatto ha costretto i consumatori a cambiare telefono. E soprattutto è stata un’operazione perpetrata con malafede, date le insistenti richieste del produttore a cambiare sistema operativo, dal quale non si è potuto tornare indietro.

Multata dall’Antitrust, la società sudcoreana ha immediatamente presentato ricordo, ma la sentenza 656/2021 del Tar ha confermato l’illiceità delle operazioni condotte da Samsung, confermando così la multa dell’Antitrust. A suo tempo, in particolare a inizio 2019, la compagnia aveva concesso ai consumatori la riparazione gratuita ed un voucher da 300 euro. Ma questo sembra non essere stato sufficiente.

La recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale ha portato alla decisione del Codacons di mettere a disposizione, per tutti coloro che hanno acquistato un Galaxy Note 4 prima del maggio 2016, la diffida da inoltrare al produttore per la richiesta di risarcimento danni. Qui il link dove scaricare il modulo per la richiesta di risarcimento.