Covid-19, effetto pandemia: i paradossi di internet e rete in Italia

E’ passato quasi un anno dal primo lockdown causa Covid-19, che ha cambiato radicalmente le nostre vite. La pandemia e la conseguente convivenza col Coronavirus ha aumentato lo smart working e gli acquisti online, con l’impennata dell’utilizzo di internet.

Rete mobile nel mondo (Adobe Stock)
Rete mobile nel mondo (Adobe Stock)

Comscore, una società di ricerca che fornisce servizi e dati per il marketing in diversi settori commerciali del web e che monitora tutti i flussi dati per studiare il comportamento della rete, ha rivelato dati interessanti. Da analizzare, in primis.

Covid-19, oltre 40 milioni di italiani in internet

Navigazione Web (Adobe Stock)
Navigazione Web (Adobe Stock)

L’effetto pandemia da Covid-19 ha provocato in Italia un aumento nell’utilizzo della rete del 26% rispetto all’anno precedente, ben 40,6 milioni soltanto nel mese di dicembre 2020: calcolando solo la popolazione maggiorenne la porzione è attestabile sul 73%.

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Nonostante la crescita ulteriore del 3% su quest’ultimo dato, ecco il paradosso in tempo di Covid-19: siamo ancora lontanissimi da nazioni come gli Stati Uniti (90%) e Regno Unito (86%), perfino meno della Spagna (84%). Il motivo? Sempre lo stesso: gli italiani utilizzano tantissimo internet, nonostante la rete non sia all’altezza della situazione. Le carenze a livello infrastrutturale, figlie anche ma non solo della crisi economica causa Covid-19, confermano dati preoccupanti.

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Entertainment, news e information, social network, retail, lifestyle, instant messaging, technology, sport, health, soltanto queste nove categorie hanno fatto registrare più di 30 milioni di accessi unici nel solo mese di dicembre 2020. Bene soltanto le categorie Education, Government e Salute, queste sì in crescita. Ora sono le singole properties che vantano una reach superiore al 60%, rispetto alle sette dell’anno precedente.

Italiani, un popolo di navigatori… su internet. Ancora di più in tempi di Covid-19. Il tempo trascorso online, a fine dicembre, si attesta a 2 ore e 46 minuti di media al giorno per utente, un incremento del 26% rispetto all’anno precedente. L’aumento maggiore (38%), purtroppo si registra sui giovani (18-24 anni) sempre più smartphone-dipendenti (3 ore e 34 minuti al giorno sono tante, calcolando studio e scuola).

I dati di dicembre ci restituiscono un quadro interessante e articolato”. Così parlò Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers che rappresenta Comscore in esclusiva per l’Italia. “Il Covid-19 e l’emergenza sanitaria hanno dato uno straordinario impulso a un utilizzo sempre più evoluto e dinamico della rete, anche se una fascia ancora troppo ampia di popolazione non accede a internet, frenando lo sviluppo del Paese e il superamento stesso di alcune criticità sociali legate alla pandemia”. Un paradosso tipico italiano.