Xiaomi, ecco come l’azienda risolverà il problema del sensore di prossimità sui suoi smartphone Android

Xiaomi è pronta a mettere definitivamente una pezza al fastidiosissimo problema del sensore di prossimità su molteplici sui smartphone Android. Ecco come.

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Xiaomi, due mosse per dire addio al bug del sensore di prossimità (AdobeStock)

Gli smartphone Xiaomi sono cresciuti a dismisura negli ultimi anni, guadagnando funzionalità importanti e aggiunte hardware che hanno portato il brand cinese a competere con i più importanti produttori dell’industria mobile, arrivando addirittura a superarli di slancio. Eppure, c’è un problema che si reitera ormai da diverso tempo e che coinvolge svariati dispositivi commercializzati dall’azienda cinese, in special modo quelli ricompresi nell’apprezzata gamma Redmi: si tratta del chiacchieratissimo bug del sensore di prossimità.

Un difetto di non poco conto, giacché destinato a ripercuotersi in molteplici scenari: dalle chiamate sino all’ascolto dei messaggi audio su WhatsApp e sulle altre applicazioni di messaggistica istantanea. Dopo svariate segnalazioni degli utenti, pare che l’azienda cinese abbia deciso di affrontare il problema, ponendo in essere tutta una serie di misure rimediali aventi lo scopo di metter definitivamente un punto rispetto ad uno dei bug più fastidiosi degli smartphone Xiaomi.

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Xiaomi stringe un accordo con Minghao Sensing

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Minghao Sensing sarà il nuovo OEM di Xiaomi per la fornitura dei sensori di prossimità (AdobeStock)

Stando a quanto riportato da XiaomiToday, sarebbero due le soluzioni attualmente al vaglio da parte del sodalizio di Shenzhen: la prima è legata allo scioglimento del vincolo contrattuale con l’azienda “Elliptic Labs“, fornitore di Xiaomi dei sensori di prossimità; la seconda chiamerebbe invece all’appello degli aggiornamenti ad-hoc distribuiti dal brand rappresentato dall’addì Lei Jun al fine di ricalibrare i sensori degli smartphone in commercio.

Due accorgimenti diversi e con effetti senza dubbio variegati. Se la prima mossa permetterà a Xiaomi di dotarsi di componenti hardware più affidabili, non è detto invece che la strada degli aggiornamenti software riesca a risolvere definitivamente il problema degli attuali smartphone. E lo dimostra, in fondo, la scelta del sodalizio cinese di divincolarsi dal rapporto contrattuale con il precedente fornitore, optando invece per un OEM più rodato. Che dovrebbe corrispondere al nome di Minghao Sensing, come precisato dalla stessa fonte.

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Allo stato attuale, non è ancora chiaro quando arriverà sul mercato il prezioso update, mentre invece appare scontata la seconda mossa al vaglio del brand: Xiaomi Mi 12 potrebbe in quest’ottica far da apripista alla nuova era dei sensori di prossimità sui dispositivi dell’azienda cinese. E speriamo che stavolta sia la volta buona.