Covid, vaccini efficaci contro la variante inglese secondo i primi studi in Uk

Il vaccino funziona anche contro la variante inglese. I dati sulle prime dosi e sulla trasmissione del virus mostrano l’ottima risposta di Pfizer/BioNTech sia in termini di contagi che di ospedalizzazioni. Bene anche AstraZeneca.

Pfizer BioNTech (photo by Samuel Regan-Asante on Unsplash)
Sia Pfizer/BioNTech che AstraZeneca efficaci dopo la prima dose (photo by Samuel Regan-Asante on Unsplash)

I primi dati sull’efficacia dei vaccini anti Covid 19 provenienti dal Regno Unito sono molto confortanti. Secondo uno studio pubblicato da Public Health England, Pfizer BioNTech conferisce alti livelli protezione a tutte le età, anche contro la variante inglese, già a partire dalla prima dose. Il paper mostra che il farmaco riduce le infezioni del 70% dopo la prima somministrazione e dell’85% dopo la seconda negli operatori sanitari under 65.

Bene anche la risposta dei più anziani. Gli ultra ottantenni sviluppano una protezione del 57% a tre settimane dalla prima puntura, e di oltre l’85% dopo il richiamo. Pfizer BioNTech sarebbe decisivo per quanto riguarda il brusco calo delle ospedalizzazioni: le persone che contraggono il Covid hanno infatti il 75% di possibilità in meno di sviluppare la malattia in forma violenta dopo una vaccinazione. La probabilità si riduce del 40% negli anziani, mentre le morti sono scese del 56%.

Ottimi anche i dati presentati in uno studio sulla Scozia, dove sempre le prime dosi hanno coperto finora il 21% della popolazione (un milione e 140 mila persone). Secondo il paper redatto in collaborazione tra Public Health Scotland e le Università di Edimburgo, Strathclyde, Aberdeen, Glasgow e St Andrew’s, Pfizer offre una copertura dell’85% a 28-34 giorni dall’iniezione, e Oxford-AstraZeneca raggiunge addirittura il 94% nello stesso periodo. Entrambi i medicinali si attestano intorno all’81% di efficacia se si restringe il campione preso in esame agli ultra ottantenni.

Il vaccino protegge anche dalla variante inglese

Virus
Covid-19 ora seve più di un metro di distanza (Pixabay)

Queste percentuali sono state osservate anche in presenza della variante del Kent, ormai maggioritaria anche nel Nottinghamshire. L’agenzia esecutiva del Ministero della salute d’Oltremanica ha inoltre fatto sapere che anche i dati preliminari su Oxford-AstraZeneca in suo possesso sono molto promettenti e che saranno presto pubblicati.

TI POTREBBE INTERESSARE>>>Varianti Covid-19, CNR: “Un metro di distanza non basta più”

Il Regno Unito ha inaugurato le vaccinazioni lo scorso 8 dicembre, dando precedenza agli ultra settantenni, agli anziani residenti in case di cura e ai lavoratori del settore sanitario di ogni età, in quanto categorie più esposte al virus e a forme violente di Covid. Proprio per via di un fattore di rischio così alto, gli “health-care workers” vengono monitorati ogni due settimane, a prescindere dalla presenza di sintomi. Ora è la volta della fascia di popolazione che ha superato i 65 anni.

PROVA UN ALTRO CONTENUTO—>Virus preistorici studiati da scienziati russi: presi dal permafrost

Per quanto da confermare con il progredire delle campagne vaccinali, questi numeri sottolineano la bontà della scelta di estendere la somministrazione delle prime dosi il più possibile. Nel caso di AstraZeneca, spiega Public Health England, si può sfruttare un lasso di ben dodici settimane prima del richiamo; così facendo, la protezione potrebbe durare oltre le attuali restrizioni, prendendo in considerazione il 21 giugno come data di riapertura completa.