Smartphone, l’ombra della crisi dei chip minaccia anche le fotocamere

Secondo quanto riportato in rete, la crisi dei chip inciderà anche sul comparto fotografico degli smartphone. Ecco come e perché 

Smartphone fotocamera crisi dei chip
La crisi dei chip incide anche nelle fotocamere degli smartphone (AdobeStock)

La crisi dei chip ha mandato in frantumi alcuni propositi dei maggiori produttori mobili e a quanto pare inciderà anche nelle strategie dei vari brand relative al comparto fotografico degli smartphone. Secondo quanto anticipato dall’affidabile Digital Chat Station su Weibo (social network molto in voga in Cina, ndr), il 2022 segnerà un profondo distacco rispetto alle mosse praticate negli ultimi due anni.

Anziché progredire con il numero dei megapixel (anche se abbiamo visto proprio nelle scorse ore l’approdo del primo sensore targato Omnivision da 200 megapixel), molti brand hanno voluto giocare una partita prevalentemente in difesa, optando per componenti con risoluzione da 50 mega. Lo dimostra d’altronde il nuovo Xiaomi 12, caratterizzato per l’appunto da una fotocamera con meno megapixel rispetto ai precedenti Mi 11 e Mi 10, ma anche al futuro Samsung Galaxy S22 Ultra, che potrebbe smarcarsi dalla rincorsa ai megapixel confermando il chipset adottato lo scorso anno, seppur migliorato lato software grazie all’Intelligenza Artificiale.

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Smartphone, nel 2022 sempre più sensori da 50 megapixel

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iPhone 15 Pro avrà una fotocamera periscopica (Unsplash)

Una strategia al ribasso che va spiegata e contestualizzata proprio attraverso l’incombente crisi dei chip. Secondo Digital Chat Station, molti produttori hanno scelto di perseguire la strada della prudenza, tenuto conto che la produzione dei sensori da 50 megapixel sta andando forte e non è difficile acquistarli a buon mercato. Ecco quindi perché assisteremo ad un apparente passo indietro rispetto allo scorso anno, anche se a dirla tutta non sono i numeri (e a maggior ragione i megapixel) a fare una buona fotocamera.

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Il risvolto più grave della medaglia è che sarà rimandata al prossimo anno l’ufficializzazione di alcuni componenti che avrebbero potuto migliorare sensibilmente il comparto fotografico degli smartphone, come i sensori periscopici (Apple lo introdurrà, guarda caso, sull’iPhone 15 Pro soltanto nel 2023) e complessi sistemi di stabilizzazione. Proprio il 2023 sarà l’anno che dovrebbe segnare (o almeno questo è l’auspicio) il superamento della crisi dei chip che tanto ha minacciato l’industria mobile e non solo (vedasi ad esempio quanto accaduto nel settore delle automobili).