Sciopero Amazon lunedì 22 marzo: salta la consegna dei pacchi

L’intera filiera di Amazon in Italia sciopererà per 24 ore al fine di porre sotto l’angolo di visione le tematiche sui diritti, tutele e garanzie dei lavoratori. Lo sciopero Amazon è programmato per lunedì 22 marzo e nessun pacco verrà consegnato ai consumatori durante il corso della giornata.

sciopero Amazon lunedì 22 marzo
Lo sciopero Amazon di lunedì 22 marzo (Getty Images)

Lunedì 22 marzo andrà in scena il primo sciopero nazionale dell’intera filiera di Amazon in Italia. Ne avevamo parlato qualche giorno or sono, a margine della proclamazione ufficiale di una manifestazione che ha già trovato i favori di molteplici sigle sindacali. Si tratta, a conti fatti, di un epilogo finora mai occorso sul nostro territorio e, più in generale, in tutta Europa, benché fossero già chiare le prime avvisaglie di uno stato di agitazione generale. Inequivocabile, in tal senso, la situazione verificatasi il 24 novembre del 2017, allorquando ad incrociare le braccia furono i soli lavoratori del polo logistico di Amazon sito a Piacenza.

In una nota ufficiale diramata da CGIL e FILT CGIL, viene rimarcato come lo sciopero Amazon del 22 marzo rappresenterà la “prima forma di rivendicazione nazionale della filiera Amazon d’Italia e sicuramente d’Europa“, resa necessaria per porre l’accento su diritti, tutele e garanzie dei lavoratori adibiti a settori trasversali, come hub, consegne, magazzini e driver. Di conseguenza, nessun pacco Amazon sarà gestito e consegnato ai consumatori durante il corso della giornata sopra indicata.

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Le ragioni dello sciopero

Sciopero Amazon lunedì 22 marzo niente consegne
Si ferma la filiera di Amazon in Italia (Getty Images)

Lo stato di agitazione esplode a seguito del mancato raggiungimento di un accordo con Amazon avente ad oggetto la centrale tutela dei lavoratori. In particolare, le rivendicazioni sindacali pongono sotto l’angolo di visione argomenti di non poco rilievo, quale la verifica dei carichi di lavoro imposti, la contrattazione dei turni di lavoro, la riduzione dell’orario di lavoro dei driver, la stabilizzazione dei tempi determinati.

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A ciò si assommano, come rilevato nel comunicato stampa diramato da FESLA CISL, le problematiche afferenti “difficoltà lavorative scaricate a danno dei lavoratori” a seguito della ricerca di personale al di fuori dei confini territoriali.