Mattarella insultato e minacciato sui social: perquisizioni in tutta Italia

Mattarella nel mirino degli hater durante il primo lockdown della primavera 2020. Gli inquirenti ipotizzano il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato, perseguibile d’ufficio.

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Insulti sui social per il presidente Mattarella, indagati in dieci (Photo by Tracy Le Blanc from Pexels)

Perquisizioni in varie città italiane da parte della Digos, che sta indagando sui pesanti insulti ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sui social network nella primavera del 2020, mentre era in corso il primo lockdown per l’emergenza Covid. Il reato ipotizzato dalla Procura di Roma è quello di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato, perseguibile d’ufficio senza bisogno di denuncia.

Sarebbero dieci gli indagati al centro delle carte di Piazzale Clodio, preparate dall’ufficio del procuratore Michele Prestipino, che ha comandato le perquisizioni personali, locali e informatiche. Molto il materiale sequestrato, tra cui computer e smartphone, che dovrà essere esaminato dagli inquirenti alla ricerca di responsabilità. Secondo quanto trapela dalla questura di Roma, gli indizi emersi finora a carico degli indagati sarebbero piuttosto rilevanti.

Mattarella al centro di una campagna di odio: ecco i post incriminati

Mattarella con il Premier Draghi
Mattarella con il Premier Draghi (Image from www.quirinale.it)

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Le perquisizioni e i sequestri sono stati effettuati dagli agenti della Digos in diverse città italiane di quattro regioni: Lazio, Puglia, Piemonte e Liguria. Le frasi della campagna d’odio sui social media che hanno fatto scattare gli investigatori lasciano davvero poco spazio all’interpretazione: “Armiamoci e andiamo ad ammazzare quel figlio di t***a”, “ti auguro di morire male”, “non vedo l’ora che ci sia il tuo funerale”, “pezzo di m***a ti voglio vedere morto”. Questi i post sui social diretti a Mattarella nonché ad altre alte cariche istituzionali come l’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e l’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

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Insomma, non si è trattato esattamente di critiche o opinioni divergenti, magari espresse con toni duri ma accettabili. Tutt’altro. Minacce di morte per nulla velate, gravissime ingiurie e offese all’indirizzo della massima carica della Repubblica. Secondo gli investigatori, i dieci indagati sarebbero persone riconducibili alla galassia anti-europeista e novax, inviperite per le eccezionali misure di limitazione della libertà personale adottate per contrastare la prima ondata di covid.