Malware colpisce migliaia di utenti: rubate credenziali di oltre 100 banche

Un malware bancario denominato Ursnif ha rubato migliaia di numeri di carta e credenziali da oltre 100 banche in Italia

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Un malware che opera dal 2007 ha colpito oltre 100 banche in Italia (Pixabay)

Dal lontano 2007 Ursnif, un malware bancario segnalato a più riprese da Avast, colpisce utenti di tutto il mondo. Tra questi, anche l’Italia ha dovuto più volte vedersela con questo virus molto pericoloso, che può portare al furto di dati utili e credenziali. Grazie ad una campagna portata avanti proprio dall’azienda di cybersicurezza Avast, si è scoperto che Ursnif ha agito in maniera pericolosa anche nel nostro Paese.

Nello specifico, sul blog ufficiale della piattaforma si parla di oltre 1700 credenziali provenienti da un payment processor rubate, con più di 100 banche italiane finite nel mirino dei cybercriminali. Avast ha già contattato i vari istituti colpiti, così che possano correre ai ripari e applicare tutte le contromisure del caso per evitare nuovi attacchi di questo tipo. Ancora non è chiaro se i clienti colpiti abbiano effettivamente subito danni a livello economico.

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Malware colpisce banche italiane: ecco come proteggersi

Malware (Adobe Stock)
Ecco cosa rischiano gli utenti colpiti (Adobe Stock)

Ma come fare per proteggersi da Ursnif, malware bancario che opera da più di 13 anni? I consigli sono i soliti, che possono tornare più che mai utili. Innanzitutto, è bene non aprire mai allegati email da mittenti sconosciuti. Bisogna poi evitare di scaricare software di provenienza ignota. Avast consiglia anche di impiegare soluzioni antivirus, così da controllare tutti i file presenti nella posta elettronica e all’interno di penne USB. Al giorno d’oggi, comunque, anche le banche si stanno adoperando con sistemi di autenticazione a due fattori in grado di migliorare il livello di security in generale.

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In generale, Ursnif si diffonde via email sotto forma di allegato. Ad essere colpiti sono prevalentemente gli utenti meno adepti al mondo di internet che, convinti di aver ricevuto una comunicazione da parte della propria banca, aprono allegati che contengono il malware. Chi lo installa si ritrova poi all’interno del proprio computer una spia. Ursnif infatti non va ad intaccare in maniera visiva il sistema operativo, ma opera in silenzio attendendo mosse da parte della vittima.