Le scorte insufficienti di iPhone e iPad stanno facendo tribolare Apple

Apple ha interrotto la produzione di iPhone e iPad per la prima volta da oltre un decennio a causa della carenza di componenti interni

iPhone crisi chip Apple
Le difficoltà di Apple nella produzione di iPhone e iPad (Unsplash)

L’incremento della domanda di acquisto di nuovi iPhone e iPad, quale effetto riflesso dell’incombere del periodo natalizio, si scontra con alcune problematiche di approvvigionamento che sembrano togliere il sonno ad Apple. Secondo un recente rapporto di Nikkei Asia, il gigante di Cupertino avrebbe infatti interrotto la produzione dei suoi smartphone e tablet per diversi giorni a causa dei vincoli della catena di approvvigionamento e delle restrizioni imposte dalla Cina sull’uso di energia.

Una scelta che va inquadrata temporalmente all’inizio di ottobre e che di fatto suona come un’antitesi rispetto ad un periodo storico in cui, al contrario, si assiste ad una massimizzazione della produzione dei dispositivi. Nel rapporto pubblicato dalla fonte, si evince che alcuni dei principali fornitori di Apple (Foxconn e Pegatron in prima battuta) avrebbero ridotto la fornitura per la prima volta da più di un decennio, con i lavoratori meno impegnati del solito. “Non aveva senso far fare gli straordinari nei lavori festivi“, ha rivelato un responsabile della catena di approvvigionamento coinvolta, addebitando tale scelta alla scarsa quantità di componenti interni. “Non è mai successo prima d’ora“, è il laconico commento della fonte.

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La crisi dei chip colpisce anche Apple

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La riduzione delle scorte ha fatto saltare i piani di Apple (Unsplash)

La battuta di arresto ha evidentemente mandato in fumo i propositi di Apple, costretta a ritoccare verso il basso le proprie strategie. Secondo alcuni dati raccolti da Nikkei Asia, il gigante di Cupertino ha dovuto ridimensionare gli obiettivi di produzione totale di iPhone 13, l’ultima serie di smartphone Apple ufficializzata lo scorso settembre, a fronte di una riduzione di 10 o 12 milioni di unità rispetto al proposito iniziale fissato a 95 milioni di dispositivi prodotti. Tale ridimensionamento trova spiegazione nelle difficoltà di Broadcom e Texax Instruments di consegnare al sodalizio americano alcuni componenti secondari, come ad esempio i chip di gestione dell’alimentazione.

Previsioni che fanno il paio comunque con le affermazioni delle scorse settimane dell’addì di Apple, Tim Cook, il quale ha precisato che i vincoli di fornitura all’epoca del lancio dei nuovi iPhone sono costati all’azienda più di sei miliardi di dollari. Ad acuire la crisi è soprattutto la carenza dei semiconduttori, un problema che sta mettendo in difficoltà tutti i principali produttori, non soltanto quelli dell’industria tecnologica.

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Come precisato dalla fonte, Apple ha chiesto ai fornitori di riaccelerare la produzione degli iPhone nei periodi di novembre, dicembre e gennaio.