Google e l’imminente standard Manifest V3 che minaccia l’esistenza degli AdBlocker

L’entrata in vigore del nuovo standard Manifest V3 potrebbe dare una spallata definitiva agli AdBlocker in commercio: ecco perché.

AdBlocker Manifest V3
Il futuro degli AdBlocker dopo lo standard Manifest V3 (AdobeStock)

Google potrebbe aver creato indirettamente qualche grattacapo di troppo a quegli utenti che sono soliti far uso di strumenti di AdBlocker. Si tratta di un effetto provocato dall’imminente entrata in vigore di Manifest V3, il nuovo paradigma sul quale dovranno necessariamente poggiare tutte le estensioni del browser Chrome, pena l’incompatibilità. Il suo ingresso è ormai questione di tempo e porterà in dote svariati benefici, come una maggiore attenzione alla privacy e una maggiore stabilità, oltre che performance sensibilmente migliorate. Ma ci sono anche degli svantaggi di cui tenere a mente: la sostanziale incompatibilità con tutte le estensioni scritte e basate sulla precedente Manifest V2.

Le conseguenze sono ovviamente di rilievo, a cominciare dal fatto che a partire dal 17 gennaio prossimo, il Chrome Web Store non accetterà nuove estensioni che poggiano sul vecchio standard; quest’ultime smetteranno poi di funzionare a partire dal giugno del 2023. Il riferimento di inizio articolo agli AdBlocker non è casuale, giacché come evidenziato sin dal 2019 dal popolare sviluppatore di uBlock Origin, Raymond Hill, le nuove API caratterizzanti il paradigma Manifest V3 taglieranno fuori – rendendoli di conseguenza incompatibili – tutti gli AdBlocker in circolazione, che dovranno perciò allineare le proprie estensioni al nuovo paradigma e rintuzzare quelle funzionalità non più accessibili per effetto dell’entrata in vigore del moderno standard.

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AdBlocker e l’adeguamento allo standard Manifest V3

AdBlocker Manifest V3
Google ha più volte dichiarato che la guerra agli AdBlocker non rientra tra le sue priorità (Unsplash)

In tutto questo si interseca inoltre un altro discorso, e cioè la scarsa considerazione da parte di Google sugli AdBlocker: sebbene Big G abbia voluto rassicurare un po’ tutti e smentito possibili manovre di senso “distruttivo” a danno di tali tools, appare evidente che l’esistenza di strumenti di blocco degli annunci rappresenta una potenziale minaccia per i suoi guadagni e un evidente disincentivo per gli investitori.

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L’entrata in vigore di Manifest V3 potrebbe insomma mettere in seria difficoltà gli sviluppatori di AdBlocker, ma è probabile che quest’ultimi continueranno a funzionare anche in futuro semplicemente evolvendosi e adeguandosi al nuovo standard, così da non essere tagliati fuori dal giro delle estensioni.