Dipendente Sony morto per eccessivo lavoro, oltre 80 ore in più al mese

Dipendente Sony morto per eccessivo lavoro, il colletto bianco è stato costretto a ritmi estenuanti nei mesi prima del decesso. 

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Sony lavoratore morto per eccessivo lavoro (screenshot)

Il mercato mondiale è un posto certamente difficile, dove tantissimi brand e marchi competono e si fanno la guerra per cercare di guadagnare più spazio. Lottare per una fetta sempre maggiore dei guadagni è un qualcosa di molto difficile e per questo le compagnie fanno battaglia ogni ora, ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, ogni trimestre, ogni anno. Non c’è spazio per chi si riposa, purtroppo, dato che l’attenzione del cliente e stare tra i prodotti più desiderati è merce rara, è fondamentale per aumentare in modo netto le vendite. Ed è proprio questa enorme pressione che doveva sentire uno dei dipendenti di Sony, che lavorava nel reparto marketing dell’azienda nipponica per cercare di piazzare i propri prodotti in un Paese dove l’azienda nipponica sta cercando di penetrare.

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Dipendente Sony morto per troppo lavoro, l’azienda si scusa

dubai
(Pixabay)

Il mercato in questione è quello arabo. Qui Sony sta lavorando per cercare di vendere i propri prodotti, dato che il mercato è piuttosto chiuso e restio, pare, ai prodotti asiatici. Ebbene uno dei responsabili marketing di Dubai, nel 2018, ha perso la vita a causa dell’eccessivo carico di stress. Secondo quanto è stato raccolto, nei tre mesi precedenti alla morte, l’uomo non solo lavorava con gli orari standard, già piuttosto alti, ma addirittura facendo 80 ore mensili extra, quindi quasi 3 ore in più al giorno oltre i turni normali. Questo ha certamente avuto un impatto sui propri livelli di stress e sulla propria salute, al punto che è purtroppo morto.

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E Sony ha riconosciuto questo decesso come dovuto proprio al lavoro eccessivo che il dipendente ha dovuto affrontare per fare fronte alle richieste dell’azienda, e si impegna quindi a migliorare le condizioni lavorative. Purtroppo il trend delle morti per lavoro in Giappone è sempre più significativo, con davvero tante persone che continuano a morire di infarto, ictus e suicidio per i ritmi estenuanti a cui sono costretti.