Monete, 10 lire: chi trova un Olivo (e un Pegaso) trova un tesoro

Basta aprire internet, digitare monete da 10 lire. Si capisce subito che è meglio dare subito la caccia a quel barattolo di monete impolverato, nascosto chissà dove in casa. Magari in cantina, o in un grande garage. Inconsapevolmente si può avere in mano un tesoro.

10 lire (Adobe Stock)
10 lire (Adobe Stock)

E’ il caso delle monete da 10 lire, per esempio.  Quella del 1947 è stata segnata con R3, è un pezzo raro e può valere una fortuna. Quanto? Migliaia di euro. Dipende.

Dipende dall’anno, certamente. Dipende soprattutto dal Fior di Conio, o FDC (il suo acronimo), ossia una moneta che non presenta segni di circolazione, ma può al massimo presentare limitati segni di contatto con altre monete, dovuti al processo produttivo.

Monete, 10 lire: 4 anni di produzione, stessa (o quasi) moneta. Differente il valore

Monetine da 10 lire (Adobe Stock)
Monetine da 10 lire (Adobe Stock)

Le monete fior di conio, si riconoscono per il fatto che sono coniate dalla zecca per soli fini collezionistici, non hanno mai circolato, non sono mai state tenute in mano e vengono incapsulate in blister ufficiali subito dopo la loro produzione.

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Correva l’anno 1946: l’Albania dà vita alla sua Repubblica popolare, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia e Slovenia si costituiscono repubbliche socialiste. Così, mentre in Giappone  l’Imperatore Hirohito nega il carattere sacro della sua persona, in Italia la Zecca di Stato crea la prima moneta da dieci lire.

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Questa moneta è conosciuta come dieci lire Olivo, in quanto sul dritto è possibile notare un ramoscello di olivo, appunto. Nel rovescio Pegaso, il famoso cavallo alato della mitologia greca. Per quattro anni, le 10 lire sono state prodotte da una lega di L’Italma, nome derivato Alluminio-Magnesio, lo stesso utilizzato per le monete da 1, 2 e 5 lire, senza dimenticare quelle vaticane o le sammarinesi.

Misura ventinove millimetri, peso pari a tre grammi. Il primo pezzo coniato nel 1946, ossia quello con la scritta Prova incisa nella parte inferiore sul lato destro all’interno della facciata con l’olivo, è rimasta un miraggio per tutti i collezionisti, visto che non può essere collezionata.

Quelle del 1947 sono più vendibili: un R3 da impazzire può avere un valore superiore ai 4.500 euro. Quelle in splendide condizioni circa tremila euro, quelle buono stato di circa 1.700 euro.

Più bassa la quotazione della dieci lire del 1948, in quanto abbastanza diffusa. Il suo valore in Fior di Conio è di circa 150 euro, mentre in condizioni splendide si aggira sui 50 euro. Per quanto riguarda le 10 lire Olivo del 1949 e del 1950, in Fior di Conio presentano entrambe un valore di 50 euro a pezzo.

Il valore delle 10 lire Olivo, può essere così riassunto:

Valore 10 Lire Olive 1946 – BB Euro 350 – SPL Euro 650 – FDC Euro 1000 – Rarità R – Tiratura 101000 ULIVO/PEGASO

Valore 10 Lire Olive 1947 – BB Euro 2000 – SPL Euro 3300 – FDC Euro 4300 – Rarità R3 – Tiratura 12000 ULIVO/PEGASO

Valore 10 Lire Olive 1947 – BB Euro 2200 – SPL Euro 3500 – FDC Euro 4500 – Rarità R3 – Tiratura comprese ULIVO/PEGASO – Zoccoli e data più piccoli

Valore 10 Lire Olive 1948 – BB Euro 45 – SPL Euro 85 – FDC Euro 150 – Rarità NC – Tiratura 14400000 ULIVO/PEGASO

Valore 10 Lire Olive 1949 – BB Euro 6,5 – SPL Euro 12 – FDC Euro 55 – Rarità C – Tiratura 49500000 ULIVO/PEGASO

Valore 10 Lire Olive 1950 – BB Euro 7,5 – SPL Euro 13 – FDC Euro 50 – Rarità C – Tiratura 53311000 ULIVO/PEGASO