Covid-19, ecco il primo dispositivo di screening: identifica alcuni biomarcatori

La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha rilasciato, in caso di emergenza, un’autorizzazione all’uso del primo dispositivo di screening, non diagnostico, per le accertate positività da Covid-19, basato sull’apprendimento automatico che identifica alcuni biomarcatori, come l’ipercoagulazione.

Coronavirus (Adobe Stock)
Coronavirus (Adobe Stock)

La propensione di alcune persone a formare coaguli sanguigni che possono essere disseminati in varie parti dell’organismo, come le vene profonde degli arti inferiori.

Covid-19, un bracciale con sensori di luce incorporati

Covid (Adobe Stock)
Covid (Adobe Stock)

Questo dispositivo, chiamato monitor Tiger Tech Covid Plus è destinato all’uso da parte di personale addestrato per aiutare a prevenire l’esposizione e la diffusione di SARS-CoV-2, il virus che causa il Covid-19.

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Il dispositivo identifica alcuni biomarcatori che possono essere indicativi di infezione da Covid-19, nonché altre condizioni ipercoagulabili (come sepsi o cancro) o stati iperinfiammatori (come gravi reazioni allergiche) in individui asintomatici di età superiore ai 5 anni.

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Il monitor Tiger Tech Covid Plus è progettato per essere utilizzato dopo una lettura della temperatura che non soddisfa i criteri febbrili, in ambienti in cui il controllo della temperatura viene condotto in conformità con i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e le linee guida istituzionali locali per la prevenzione e il controllo delle infezioni.

Questo dispositivo non sostituisce un test diagnostico Covid-19 e non è destinato all’uso in soggetti con sintomi di Covid-19. “La FDA si impegna a continuare a supportare metodi innovativi per combattere la pandemia di Covid-19 attraverso nuovi strumenti di screening”. Così parlò Jeff Shuren, MD, JD, direttore del Center for Devices and Radiological Health della FDA.

Combinare l’uso di questo nuovo dispositivo di screening indicante la presenza di alcuni biomarcatori, insieme ai controlli della temperatura corporea, aiuterebbe – continua Jeff Shuren – a identificare le persone che potrebbero essere infettate dal virus, contribuendo così a ridurre la diffusione del Covid-19 in un’ampia varietà di ambienti pubblici, comprese le strutture sanitarie, le scuole, i luoghi di lavoro, i parchi, gli stadi e gli aeroporti”.

Il dispositivo in questione è un bracciale con sensori di luce incorporati, e un piccolo processore per computer. I sensori ottengono prima i segnali dal flusso sanguigno per un periodo da tre a cinque minuti.

Una volta completata la misurazione, il processore estrae alcune caratteristiche e le immette in un modello di apprendimento automatico probabilistico. Il risultato viene fornito sotto forma di diverse luci colorate utilizzate per indicare se un individuo sta dimostrando determinati biomarcatori, o meno.