Come Google vuole salvare il mondo: AI e supercomputer per scoprire nuovi farmaci

Google rinnova il proprio impegno nel settore dell’Intelligenza Artificiale guardando soprattutto al campo della ricerca farmacologica 

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Come Google sfrutterà l’Intelligenza Artificiale per la scoperta di nuovi farmaci e la cura di gravi malattie (PixaBay)

Alphabet non è certamente nuova a sperimentazioni, alcune delle quali anche piuttosto inedite e stravaganti giacché collegate ad elementi di intelligenza artificiale. La holding controllante di Google sembra d’altronde volere insistere su questo fronte e lo dimostra il recente annuncio di una nuova società che sfrutterà i meccanismi di machine learning per scoprire nuovi farmaci, dimostrando dunque concretamente quelle che potrebbero essere le potenzialità future dell’AI anche in campo medico-sanitario.

La compagine aziendale prende il nome di Isomorphic Labs e attingerà a piene mani alla tecnologia della consociata DeepMind per imprimere una forte accelerazione nella scoperta di nuovi farmaci e di cure per alcune malattie mortali, come la malattia di Chagas e la leishmaniosi. A beneficio di una maggiore chiarezza espositiva, vale la pena ricordare il primato raggiunto da DeepMind, che lo scorso luglio ha voluto togliere i veli al suo sistema di deep learning AlphaFold2 che potrebbe essere utilizzato per prevedere, con precisione a dir poco “chirurgica”, la  struttura tridimensionale di ogni proteina nel corpo umano, partendo proprio dalla sua sequenza di amminoacidi. Lo dimostra la creazione di una vera e propria architettura di tutte le 20mila diverse proteine umane codificate, instradate attraverso un database ospitato dall’Istituto europeo di bioinformatica.

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Isomorphic Labs sfrutterà AlphaFold2 di DeepMind

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Alphabet e la nuova controllata Isomorphic Labs (PixaBay)

Una scoperta che ha ben impressionato gli scienziati, considerato anche le prospettive future derivanti da un tale potenziale. AlphaFold2 potrebbe infatti risolvere uno dei grandi problemi della biologia sfruttando proprio una sofisticata architettura di Intelligenza Artificiale: mediante appositi algoritmi, il modello di DeepMind potrebbe stagliarsi come un preziosissimo aiuto per identificare le strutture delle proteine e capirne il loro comportamento.

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Il discorso è certamente ancora in divenire e dovrà giocoforza passare attraverso test e altre opere fattivamente compiute sul campo, ma appare evidente che la trasposizione delle tecnologie di DeepMind in campo medico attraverso l’opera di Isomorphic Labs costituisce un passaggio importante per declinare le potenzialità dell’AI anche nel settore farmacologico. La novella società creata nel Regno Unito collaborerà infatti a piene mani con aziende farmaceutiche e biomediche (che a questo punto potrebbero anche acquisirne i modelli) e sta attualmente assumendo scienziati e ingegneri esperti di machine learning.