Clubhouse fa un uso aggressivo della nostra rubrica, privacy a rischio

Fa discutere la gestione della privacy da parte di Clubhouse, la app di chat vocali che sta spopolando ormai da qualche mese tra gli utenti iOS.

facebook clubhouse
La app sull’Apple Store (screenshot from the Apple Store)

Clubhouse mostra le prime crepe nella gestione della privacy. Come ormai sappiamo bene, oltre a essere solo audio, il social di Alpha Exploration è anche solo a inviti. Il che significa che sono gli utenti già iscritti a scegliere chi può entrare.

Una volta dentro, Clubhouse ci chiede l’accesso alla rubrica telefonica. Il problema sembrerebbe essere proprio come la utilizza. L’autore di OneZero, Will Oremus, è uno di quelli che sottolineano le incongruenze di questa pratica: la nostra rubrica viene sottoposta a un confronto incrociato con quelle degli altri utenti, per capire quali sono i non iscritti che hanno già tante connessioni nella comunità vocale e che di conseguenza varrebbe la pena coinvolgere nella community. Una volta individuati, questi profili vengono suggeriti come possibili persone da invitare.

Clubhouse e privacy: una gestione troppo invadente dei contatti?

Clubhouse Paul Davison Privacy
Paul Davison, co-founder di Clubhouse con Rohan Seth (vanityfair.com)

C’è di più. Ogni volta che un nostro contatto entra a far parte di Clubhouse, tutti gli iscritti che lo hanno in rubrica ricevono una notifica e vengono incoraggiati a raggiungerlo in una “stanza” per dargli il benvenuto. Ciò significa che se accettiamo, ci ritroveremo in una stanza con lui o lei e tutti i suoi contatti che avranno fatto la nostra stessa scelta. In altre parole, finiremo probabilmente in una stanza con diversi sconosciuti.

Già di per sé inconsueta, la situazione si fa decisamente imbarazzante se pensate che Clubhouse potrebbe mettere in piazza relazioni che non volete condividere in pubblico. Oremus fa l’esempio di un dottore (magari non vogliamo far sapere di essere in cura), ma potrebbe anche essere un contatto ormai sgradito, come una ex o un molestatore che ha mantenuto il nostro numero in rubrica, e che secondo Clubhouse è ancora nostro amico. Ironicamente, il post che solleva il dubbio si intitola “Clubhouse suggerisce agli iscritti di invitare il loro spacciatore e il loro psicologo”.

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In più, fa notare il writer su Medium, ogni volta che Clubhouse ci consiglia quali dei nostri contatti invitare, lo fa mettendoli in fila per connessioni con utenti che hanno già un account. Prima quelli più popolari (a loro insaputa, si intende, visto che non fanno parte della chat), seguiti da quelli con meno connessioni. Peccato che alcuni di loro potrebbero non avere alcuna voglia di essere associati a Clubhouse o semplicemente di far sapere che hanno fra i loro contatti persone presenti nella app.

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Detta altrimenti, Clubhouse sta utilizzando informazioni prese da noi per divulgare informazioni sui nostri contatti che ancora non hanno un account. Da qui a dire che l’intento sia malevolo ce ne passa, anche perché non siamo obbligati a condividere la rubrica. Se non lo facciamo, però, perdiamo la possibilità di invitare qualcuno. Ma probabilmente Seth e Davison, che – ricordiamolo – stanno intenzionalmente mantenendo la loro creatura nella fase di test, dovrebbero rivalutare una gestione quantomeno aggressiva della rubrica dei propri iscritti.