Banda ultralarga, l’Italia fissa l’obiettivo per il 2026: a quanto viaggeremo

L’Italia ha fissato l’obiettivo per il 2026 in merito alla banda ultralarga. Ecco a quanto viaggeremo secondo le previsioni

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Banda ultralarga, gli obiettivi dell’Italia per il 2026 (Adobe Stock)

Connessione ad internet con banda ultralarga sempre più veloce. Anche in Italia, l’obiettivo è quello di coprire l’intero territorio con una velocità di internet in grado di supportare le principali funzioni richieste senza alcun intoppo. Un piano chiaro e preciso che, entro il 2026, punta ad arrivare ad oltre 300 Mb/s per oltre il 70% del paese.

Stando a quanto si legge nel piano “Italia a 1 Giga“, il numero di civici nelle aree nere oscillerà tra il 39% e il 52%, quello nelle aree grigie tra il 43% e il 54% e il restante 5-7% nelle aree bianche. Ovviamente le percentuali di copertura varieranno per ciò che riguarda le diverse velocità di picco in download: si va dai 100 Mb/s ai 300 Mb/s.

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Banda Ultralarga, ecco cosa prevede il piano “Italia a 1 Giga”

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I dettagli del piano “Italia a 1 Giga” (Adobe Stock)

L’Italia vuole navigare ad una velocità sempre maggiore. L’obiettivo del piano “Italia a 1 Giga” è quello di offrire Banda Ultralarga efficiente in buona parte del territorio. “Gli operatori hanno reso noti i loro piani di copertura, riferibili a decisioni strategiche ed esecutive. Sono poi  state indicate le coperture di rete, disponibili alla data del 30 aprile 2021 e da realizzare entro il 2026” viene specificato nel documento di sintesi pubblicato da Infratel.

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Guardando le percentuali, si può notare che la stima sulle aree nere in Nba prevede uno scarto di ben 13 punti percentuali e di 11 in quelle grigie. “Non è possibile identificare i civici che possono effettivamente essere servizi dalle reti Fwa” si legge nelle relazioni di Infratel. Allo stesso modo, la “forchetta” si modifica al confronto dei civici dichiarati coperti con diverse velocità di download.

La partita dei fondi previsti nell’ambito del Recovery Plan si gioca principalmente sulle aree grigie. E poi in secondo luogo sulla porzione restante delle aree bianche. “La presenza di civici bianchi è legata alla variazione delle attuali dichiarazioni degli operatori rispetto a quelle fornite nelle mappature svolte negli anni precedenti” si sottolinea nel documento di sintesi Infratel.