Ban di Telegram per evitare fake news, un Paese ci sta pensando seriamente

Fermare Telegram per dare una risposta decisa alla diffusione di fake news. Ecco l’insolita proposta di un Paese

Soprattutto in seguito allo scoppio dell’emergenza pandemica, la diffusione delle fake news online è cresciuta a dismisura. Si tratta di un fenomeno pericoloso e da fermare al più presto, in un modo o nell’altro. In Brasile, la Corte Suprema Elettorale (TSE) sta pensando ad una soluzione estrema: bannare Telegram.

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Il Brasile sta valutando l’ipotesi di bannare Telegram per tutti i cittadini (Adobe Stock)

In questo caso, l’idea sarebbe quella di cercare di dare uno stop al fenomeno in vista delle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo ottobre. Stando a quanto riferisce il quotidiano Valor Econômico, è il presidente del Tribunal Superior Eleitoral Luis Roberto Barroso ad aver avanzato la proposta. Ma in ballo ci sono anche altre misure relative all’app di messaggistica in questione.

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Il Brasile valuta il ban di Telegram, tutti i dettagli

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L’idea sarebbe quella di evitare la diffusione di fake news online, in vista delle presidenziali di ottobre 2022 (Adobe Stock)

Secondo quanto raccontato da Valor Econômico, negli scorsi giorni il presidente del Tribunal Superior Eleitoral Luis Roberto Barroso avrebbe inviato una mail chiedendo un incontro con Pavel Durov, direttore esecutivo di Telegram. La volontà chiara è quella di discutere di varie modalità per affrontare la diffusione di fake news tramite l’applicazione. In un intervista di qualche settimana fa, inoltre, lo stesso Barroso ha annunciato che non è da escludere un ban totale della piattaforma in Brasile.

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Il servizio di Durov è stato scelto dal Presidente Jair Bolsonaro e dai suoi supporter per le comunicazioni di massa. Proprio lo scorso anno, è stato firmato in questo senso un decreto per rendere più complicato cancellare i contenuti dai social. E da qui è partita una vera e propria campagna di disinformazione su WhatsApp, con una serie di fake news e bufale contro gli avversari. Si teme che un fenomeno di questo tipo possa sbarcare anche su Telegram, ma al momento l’accordo con il Tribunal Superior Eleitoral sembra essere lontano.