Xiaomi alza gli scudi: nuova funzione per proteggere i suoi utenti dalle app dannose

Una nuova super funzione pensata da Xiaomi vuole proteggere ancor di più i suoi utenti dalle app dannose. Ecco come dovrebbe funzionare

xiaomi miui
Stanno per iniziare i test su una nuova funzione MIUI pensata da Xiaomi (Adobe Stock)

La cybersicurezza non è mai troppa. Malintenzionati, hacker e criminali del web se n’è inventano di nuove ogni giorno, e spesso riescono ad intaccare anche sistemi all’apparenza invalicabili. Ed è proprio per questo motivo che gli esperti del settore stanno continuando a lavorare per arrivare a metodi sempre più sicuri ed efficaci, per la protezione personale e dei macrodati.

È anche il caso di Xiaomi che, a quanto pare, ha pronta una nuova funzionalità volta a migliorare la MIUI sotto il profilo della sicurezza. Nello specifico, verrà rilasciato uno strumento aggiuntivo di protezione contro le app potenzialmente dannose. Ecco di cosa si tratta e in che modo dovrebbe migliorare la sicurezza dei dispositivi.

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Xiaomi lavora alla MIUI Pure Mode: ecco come funzionerà

MIUI 12.5 Enhanced
Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo (Xiaomi)

Tante le nuove funzioni alle quali Xiaomi sta da tempo lavorando. Come detto poc’anzi, tra queste figura anche la nuova MIUI Pure Mode, pensata per migliorare la sicurezza dei propri utenti contro le app dannose. In Cina, è già stato avviato il reclutamento di tester, ovviamente in natura opzionale. Stando a quanto raccontato dall’azienda asiatica, infatti, la natura aperta di Android porta ad enormi rischi per ciò che riguarda la cybersecurity. Addirittura il 40% delle app installate dagli utenti MIUI non avrebbero mai superato i controlli di sicurezza, mentre il 10% è stato riconosciuto come potenziale rischio.

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Con la MIUI Pure Mode attiva, non sarà possibile installare applicazioni da fonti esterne. Ma non solo. Il suo compito sarà anche quello di inibire eventuali installazioni in background, senza il consenso dell’utente. Un modus operandi che ricorda molto quello di Apple con iOS, ma con una differenza sostanziale: verrà data all’utente la possibilità di disabilitare il tutto e di sfruttare i vantaggi di Android per i software di terze parti.