Vendite di smartphone, le previsioni per il 2022 sono piuttosto preoccupanti

Almeno secondo le ultime previsioni di Counterpoint Research, il 2022 sarà un anno nero per ciò che riguarda le vendite degli smartphone. Ecco tutti i dati emersi

Come di consueto, anche quest’anno gli analisti di Counterpoint Research hanno deciso di fare il punto della situazione in merito a quelle che potrebbero essere le vendite degli smartphone nel corso del 2022. Si prospetta un anno nero per le principali aziende che operano nel settore.

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Le previsioni in merito alle vendite degli smartphone nel corso del 2022 sono piuttosto preoccupanti. Ecco tutti i principali numeri emersi fino ad ora (Unsplash)

Non è un caso che già da tempo si parla delle strategie a ribasso di grandi colossi come Xiaomi, OPPO, Vivo ma anche Samsung ed Apple. In realtà, lo scorso 2021 è stato registrato un importante aumento nei numeri rispetto al disastroso 2020: +4% di vendite, per un totale di 1,392 miliardi di smartphone venduti. 

Le previsioni del 2022 sulle vendite degli smartphone

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È previsto un calo del 3% rispetto allo scorso anno, dovuto a diverse motivazioni. A partire dal Covid e fino ad arrivare al conflitto tra Russia ed Ucraina (Pixabay)

Secondo le ultime previsioni di Counterpoint Research, il 2022 terminerà con un numero di vendite degli smartphone pari a circa 1,357 miliardi. Si parla dunque di un -3% rispetto all’anno precedente, per dati in calo e che preoccupano le principali aziende del settore. Sarebbero tre i principali motivi di questo fenomeno. Innanzitutto il Covid in Cina, con diversi lockdown che sono stati applicati nelle settimane passate e che stanno provocando blocchi importanti in diverse città. Un problema, soprattutto considerando la poca tolleranza del governo cinese. 

Altro motivo non da poco è chiaramente il conflitto tra Russia ed Ucraina, che rischia di prolungarsi ancora e provocare dunque incertezze a livello di mercato. La terza e ultima motivazione è infine il cambio del dollaro e l’aumento dei tassi di interesse negli USA, che vanno a danneggiare le economie emergenti. Dunque tre ragioni che, alla fine dei fatti, toccano ogni angolo del globo. La speranza è che nel 2023 la situazione possa cambiare, soprattutto per le grandi aziende del settore che continuano a registrare numeri non in linea con le strategie pensate.