Vendevano smartphone e poi sparivano: ennesima pericolosa truffa in rete

Sono due gli arresti avvenuti a Monza, dove due uomini di 68 e 47 anni vendevano smartphone ed elettrodomestici e poi sparivano. Dopo aver ottenuto i soldi

Al giorno d’oggi, bisogna stare sempre più attenti a ciò che si va a cliccare in rete. Anche e soprattutto per quanto riguarda l’e-commerce tra privati, ossia non quello convenzionale offerto dai vari Amazon, eBay e così via. Continuano infatti ad andare in voga le classiche bacheche annunci nelle quali inserire annunci relativi ad oggetti di seconda mano.

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Due persone di 48 e 67 anni sono stati fermati a Monza con l’accusa di truffa online, tramite il portale Kijiji (Adobe Stock)

Non essendo sempre verificati, è sempre bene controllare per non incappare in pericolose truffe. Proprio a tal proposito, nei giorni scorsi sono stati arrestati due uomini di 68 e 47 anni a Monza. A raccontare l’accaduto il G.I.P. presso il Tribunale della provincia lombarda, secondo cui sarebbe stata emessa un’ordinanza di arresti domiciliari.

Truffa su Kijiji, come operavano i due uomini arrestati

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Stando a quanto emerso, i due indagati avrebbero sfruttato il portale per ottenere denaro, senza poi recapitare l’oggetto venduto (Adobe Stock)

Il loro metodo per ottenere denaro dalle vittime era in realtà molto semplice. Sfruttando la piattaforma per annunci Kijiji, i due indagati proponevano diversi prodotti a prezzi convenienti. E si parla tanto di elettrodomestici e cellulari, quanto di affitti di case per i mesi estivi. Il primo campanello d’allarme era rappresentato dal metodo di pagamento accettato: solo contanti o con ricarica su carte prepagate.

Dopo aver ottenuto i soldi, i due presunti truffatori si dileguavano nel nulla. Le case non esistono, mentre gli oggetti acquistati non vengono mai spediti. Le autorità hanno provveduto al sequestro di cellulari e carte prepagate su cui avvenivano i pagamenti. Pare siano state coinvolte anche altre due persone nell’inchiesta, ancora a piede libero. Per ciò che riguarda le vittime, ad oggi ne sono state contate 28, con un giro d’affari superiore agli 8000 euro. Si attende la chiusura delle indagini per capire quale sarà la decisione definitiva presa nei confronti dei due uomini di 68 e 47 anni, che per il momento si trovano ancora agli arresti domiciliari aspettando il processo.