Un robot che serve cocktail in 90 secondi: c’è l’ok per le Olimpiadi di Pechino

In vista delle imminenti Olimpiadi invernali di Pechino, ci saranno robot in grado di servire cocktail in appena 90 secondi

Ormai la strada tracciata è chiara. I robot prenderanno sempre più piede nella vita di tutti, grazie a sistemi all’avanguardia in grado (spesso) di sostituire l’uomo. In vista delle imminenti Olimpiadi invernali di Pechino, ci saranno dei baristi bot in grado di servire cocktail in appena 90 secondi.

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In vista delle Olimpiadi invernali a Pechino, verrà adottato un robot barista. Tutti i dettagli del progetto (Screenshot YouTube)

A rivelare la notizia il South China Morning Post, secondo cui gli organizzatori dei Giochi invernali avrebbero già dotato il media center di questa novità. Per fare un ordine, basterà scansione un codice sul proprio telefono. Il progetto ha ricevuto l’ok anche e soprattutto per via della pandemia e dei tantissimi sforzi compiuti per evitare la diffusione del Covid. Anche uno dei ristoranti sarà infatti gestito da macchine, secondo quanto riferisce il Post.

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Barista robot, i dettagli del progetto per Pechino 2022

Si tratterà di un vero e proprio barista robot, in grado di servire cocktail analcolici ed alcolici. Verrà piazzato dietro un bar circolare e sotto decine di bottiglie sospese in soffitto. Reuters ha pubblicato un video a riguardo, dove si vede una macchina riempire uno shaker, aggiungere ghiaccio, mescolare il contenuto e filtrare il liquido in una coppa da cocktail. Garantita comunque la presenza di baristi umani, per visionare il lavoro svolto dai robot e dare una mano.

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Come anticipato, ci sarà anche un ristorante – dedicato alle persone che lavorano alle Olimpiadi – gestito da robot. Il cibo verrà sia preparato che servito dalle macchine, sfruttando alcuni binari che corrono lungo il soffitto. Gli ordini verranno prelevati direttamente dalla cucina automatizzata, per poi essere abbassati e servizi nei tavoli. Una maxi mossa in linea con la rigorosa politica “zero Covid” adottata dalla Cina sin dagli albori della pandemia, con l’obiettivo di tenere a bada i casi di positività.