Le mani degli hacker sulla smart home: i consigli per difendersi

Non soltanto smartphone e PC. L’interesse degli hacker coinvolge pure il settore della smart home e lo dimostrano alcuni incresciosi episodi che hanno fatto il giro della rete. Di seguito, riportiamo alcuni consigli di D-Link per proteggere al meglio i nostri dispositivi “intelligenti” sparsi per la casa.

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L’interesse degli hacker verso la smart home (PixaBay)

Gli attacchi cybercriminali sono purtroppo all’ordine del giorno, favoriti dal progresso tecnologico e dalla moltitudine di gadget elettronici di cui siamo soliti circondarci. E non parliamo soltanto di smartphone, tablet o computer. Per quanto essi costituiscano ancora il bersaglio di riferimento da parte degli hacker – che sono soliti veicolare malware e virus informatici attraverso campagne email, messaggi WhatsApp o trojan nascosti dentro appositi programmi per PC – esiste anche un settore preso ultimamente di mira dai più malintenzionati: la smart home.

Telecamere di sorveglianza, baby monitor, webcam e affini rappresentano infatti oggetti sempre più di utilizzo comune e per questo attivamente sfruttati dagli hacker per intrufolarsi nelle nostre abitazioni, scrutando le nostre abitudini e squarciando la privacy personale.

Gli hacker e la smart home: i precedenti di spicco

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I precedenti più incresciosi di attacchi hacker ai dispositivi della smart home (PixaBay)

Alcuni accadimenti degli anni passati confermano l’interesse dei cybercriminali verso la manomissione dei gadget appartenenti alla smart home. Ha destato scalpore, in quest’ottica, la vicenda che ha coinvolto nel 2013 Adam e Heather Schreck, due genitori che si sono svegliati nel bel mezzo della notte a causa di un forte rumore proveniente dalla stanza del figlio. E non si trattava del pianto del bambino, ma della fragorosa voce di un uomo che gridava impetuosamente “Svegliati!” sfruttando gli altoparlanti della baby monitor, dispositivo utilizzato dalla coppia per controllare a distanza il figlio. L’hacker, in buona sostanza, aveva manomesso il gadget, controllandolo a distanza.

C’è un’altra vicenda dall’impatto dirompente ed è quella che ha interessato le DVR e le webcam smart. Nel 2016, infatti, il botnet Mirai ha hackerato e preso il controllo di centinaia di dispositivi IoT con lo scopo di inviare un attacco DoS senza precedenti ai danni del server di Dyn. La conseguenza? Siti come Netflix, The Guardian, Reddit e molti altri sono risultati inaccessibili per gran parte della giornata.

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I consigli di D-Link per proteggere i dispositivi della smart home

Alla luce dell’interesse degli hacker verso la smart home, D-Link ha condiviso alcuni consigli per evitare l’utilizzo improprio e la manomissione dei dispositivi IoT da parte dei malintenzionati. Uno di questi consiste nel collegare le videocamere smart D-Link a piattaforme cloud protette da crittografia end-to-end, come quella proprietaria mydlink. Senza dimenticare la necessità di cambiare periodicamente password e aggiornare il firmware di tali dispositivi, spesso e volentieri installati negli appartamenti e “dimenticati” dai consumatori. Altro utile consiglio è quello di disabilitare l’accesso remoto sul router, cosicché l’hacker si trovi dinanzi a un muro invalicabile, oltre che ovviamente proteggere il PC con antivirus e antimalware costantemente aggiornati.

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Si tratta, in buona sostanza, di accorgimenti alla portata di tutti, semplici da praticare e che avranno come effetto quello di proteggere i dispositivi “intelligenti” sparsi per la casa, evitando manomissioni da parte dei malintenzionati.