Si allunga l’attesa per il primo visore di Apple: ecco perché

Il primo visore di Apple arriverà in ritardo rispetto alle date sbandierate qualche settimana addietro. Ecco i motivi. 

visore Apple uscita
Il primo visore Apple immaginato da The Information

Dai MacBook agli iPhone, passando per gli indossabili, intesa come macro-categoria che ingloba una pluralità di dispositivi diversi, tra smartwatch e auricolari senza filo. Le strategie di Apple corrono lungo più filoni e si intrecciano con progetti assolutamente inediti, di cui sappiamo già molto malgrado l’assenza di comunicazioni ufficiali. Uno di questi è senz’altro il visore per la realtà mista, come dimostrano i brevetti depositati da Cupertino negli ultimi anni e gli annessi dettagli presenti in rete.

L’esordio di Apple nel settore della realtà virtuale e aumentata sembrerebbe atteso per l’anno prossimo e lo si evince anche dalle ultime voci riportate dall’analista Ming-Chi Kuo. A detta della fonte, la quale cita espressamente rapporti provenienti dalla catena di approvvigionamento dell’azienda americana, il primo visore per la realtà mista di Apple entrerà in produzione a partire da ottobre dell’anno prossimo. Una finestra temporale diversa rispetto a quanto emerso dai precedenti rumors e giustificata dall’analista per problematiche emerse durante l’assemblaggio del dispositivo, evidentemente più complicato del previsto, soprattutto per il suo design minimale e curato.

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Visore Apple, debutto insieme a iPhone 14?

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Il primo visore per la realtà aumentata di Apple potrebbe debuttare come one more thing nel keynote dedicato a iPhone 14 (AdobeStock)

Seppur in apparenza aleatoria, l’informazione condivisa da Ming-Chi Kuo assume una evidente centralità, in quanto sgombera definitivamente ogni dubbio circa il debutto sul mercato dell’atteso prodotto della “mela” entro la fine del 2022, magari insieme agli iPhone 14. Del visore sappiamo comunque molto, ad incominciare dal peso non superiore ai 150 grammi, un vero e proprio record per la categoria. Apple ha voluto insistere con una certa forza su questo dettaglio, convinta che la tecnologia sia prima di tutto utilità pratica: realizzare un dispositivo pesante e scomodo per l’uso quotidiano non avrebbe certo incoraggiato l’acquisto da parte dei più curiosi, anche in ragione di un prezzo di vendita che si preannuncia salatissimo.

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E qui riecheggiano prepotentemente le parole di Ming-Chi Kuo, secondo cui il visore per la realtà aumentata di Apple offrirà requisiti di progettazione “molto più elevati rispetto a tutti i prodotti della concorrenza” e un design di assoluto spessore. Riuscirà il gigante di Cupertino a far riemergere un settore ancora poco diffuso, ma evidentemente futuribile per potenzialità tecnologiche?