Scatta l’allarme Prynt Stealer, l’ultimo malware che può rubare tutti i dati

Nuovo allarme legato alla sicurezza degli utenti in rete. Sta girando un pericoloso malware chiamato Prynt Stealer, che può rubare tutti i dati

Stiamo vivendo uno dei periodi più delicati dell’anno per ciò che riguarda la cybersicurezza. Ogni giorno spuntano nuove segnalazioni in merito a quelle che potrebbero essere possibili minacce di phishing, malware, attacchi hacker e molto altro. In particolare ora che la crisi in Ucraina sta venendo “sfruttata” dai malintenzionati.

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L’ultimo pericoloso malware che sta facendo il giro del web si chiama Prynt Stealer. Ecco i possibili rischi per gli utenti (Adobe Stock)

L’ultimo avviso arriva dai ricercatori di Cyble che, dopo alcune attente analisi, hanno individuato un nuovo malware chiamato Prynt Stealer. Sono diverse le funzionalità messe a disposizione dei cybercriminali, che hanno tra le mani una potente arma per rubare dati personali dai computer delle persone colpite.

Prynt Stealer, ecco tutto quello che c’è da sapere

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Il tool viene venduto tramite dark web ai malintenzionati, con un vero e proprio listino prezzi mensile o una tantum (Adobe Stock)

Si chiama Prynt Stealer, ed è l’ultimo pericoloso malware che sta colpendo centinaia di utenti in tutto il mondo. Il tutto viene distribuito tramite il dark web, con abbonamenti che vanno a partire da 100 dollari al mese o con pagamento di 900 euro una tantum. Una volta che i malintenzionati accedono alla pagina per completare la transazione, possono decidere di personalizzare il tool in base ai dati che vogliono ottenere.

Tra le altre cose, può rubare file come raccolte di password, cookie, segnalibri, cronologie e numeri di carte di credito. Ma anche informazioni da app di messaggistica, di gaming e wallet di criptovalute. E infine ci si sposta sulle VPN, con il furto di credenziali di login per FileZilla, NordVPN, OpenVPN e ProtonVPN. Per procedere con la truffa, il malware si avvale di un bot Telegram che ha il ruolo di inviare i dati da un server remoto. Secondo quanto segnalato dai ricercatori di Cyble, il tool viene inviato tramite software pirata. Gli utenti devono dunque stare attenti a ciò che vanno a scaricare per difendersi, in particolare quando si tratta di torrent o di sorgenti poco sicure e sospette.