Questa (discutibile) Intelligenza Artificiale trasforma chiunque in pornostar

Stando a quanto riferisce il MIT Technology Review, esiste un sito web che sfrutta l’intelligenza artificiale per trasformare chiunque in una pornostar

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Questa intelligenza artificiale trasforma chiunque in pornostar (screenshot)

Ormai con l’intelligenza artificiale si può fare praticamente qualunque cosa. Stando a quanto riferisce il sito MIT Technology Review, c’è un portale web che consente di caricare l’immagine con il volto di una persona e trasformarla in una pornostar. Il tutto sfruttando il deepfake, con tecniche per combinare e sovrapporre immagini e video.

Il “progetto” si basa sull’apprendimento automatico, e il risultato è apparentemente sbalorditivo. Ci sono però delle controindicazioni, che rendono il tutto a dir poco discutibile. Qualsiasi persona potrebbe utilizzare il sistema non solo per creare falsi video con celebrità, ma anche revenge porn. 

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Intelligenza Artificiale ti trasforma in una pornostar: ecco i dettagli

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I rischi legati al deepfake sono sempre maggiori, come dimostrano alcuni numeri (Adobe Stock)

Come spiegato dal MIT Technology Review, almeno per il momento il sito web in questione vanta una piccola cerchia di utenti. Pare però che sia in rapida crescita, come spiegato da uno dei creatori del sito. I ricercatori hanno evidenziato i pericoli legati a questo sito, con una barriera etica che viene violata in maniera piuttosto evidente. E il discorso si allarga alla tecnica del deepfake in generale. Secondo quanto riferisce l’azienda Sensity Al, i video online senza il consenso dei protagonisti avrebbero raggiunto picchi tra il 90% e il 95% del totale.

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Ormai i meccanismi sono sempre più avanzati e hanno raggiunto un livello di perfezione inimmaginabile fino a poco tempo fa. I primi video erano infatti ridicoli, mentre ora sono facilmente confondibili con elementi reali. Oltre alla pornografia, i deepfake sono anche stati sfruttati in altri contesti. Nel 2019 è circolato un falso discorso di Barack Obama nel quale, oltre a dire cose senza molto senso, insultata l’allora Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Stesso discorso un anno dopo, con un video fake ritraente Mark Zuckerberg parlare di privacy.