Privacy, uno studio rivela la verità dietro le app di salute e fitness

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal segnala i pericoli delle app di fitness e salute: l’88% costituisce un rischio la privacy degli utenti.

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(Unsplash)

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal rivela la scomoda verità dietro le app di salute e fitness: sempre più diffuse, queste applicazioni offrono funzionalità per programmi di allenamento personalizzati e tracciamento del peso, delle calorie e dell’attività fisica quotidiana, monitoraggio del ciclo mestruale ed anche della salute mentale, ma non sono prive di rischi.

Muhammad Ikram, docente presso il Cyber Security Hub della Macquarie University, ha condotto l’analisi di oltre 20.000 app di questo genere disponibili sul Google Play Store, una quantità che indica la significativa e crescente espansione di questo mercato. Pazienti, medici e chiunque sia interessato ad intraprendere uno stile di vita più salutare può installarle sui dispositivi mobili.

Dal momento della configurazione, agli utenti è richiesto di inserire una serie di informazioni personali, dai dati anagrafici a quelli più specificamente pertinenti allo scopo dell’app, ma molto spesso non rimangono al sicuro da occhi indiscreti.

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Dati sensibili sulla salute a rischio: le app violano la privacy

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Google commenta i risultati dello studio: indagherà le applicazioni che raccolgono dati senza consenso (Unsplash)

I risultati dello studio segnalato che l’88% delle applicazioni analizzate raccoglie un’enorme quantità di dati sensibili sugli utenti. Tutte le informazioni sulle proprie condizioni personali inserite ed aggiornate sulle app non restano al sicuro ma, nell’87% dei casi, è effettuata da parte di inserzionisti. Il tracciamento e la profilazione a scopi di marketing sono le fondamenta del modello di business intrapreso dai distributori delle app di salute e fitness, che propongono abbonamenti premium ai servizi offerti e la condivisione dei propri dati, rappresentando un vero e proprio rischio per la privacy.

L’estrazione di informazioni particolarmente sensibili come quelle sulla salute avviene senza il consenso degli utenti, con il vantaggio ulteriore del continuo aggiornamento volontario e dell’inserimento di sempre più dati incoraggiato dal meccanismo stesso dell’applicazione.

Lo studio ha raggiunto anche Google, che ha dichiarato di star esaminando i risultati e promesso di intervenire nel caso in cui fosse necessario: una mossa delicata per l’azienda, che ha recentemente promesso una svolta sul tracciamento dei dati personali sui dispositivi Android.

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