Pesce d’Aprile, c’è chi (ri)dice no. La presa di posizione di Google

Google anche quest’anno va contro corrente e stoppa sul nascere i tanto tradizionali quanto fastidiosi scherzi da Pesce d’Aprile, risalenti sin dal tempo dell’Hilaria dell’Antica Roca o l’Holi induista, entrambe legate all’equinozio di primavera.

Pesce d'aprile, Google dice no (Adobe Stock)
Pesce d’aprile, Google dice no (Adobe Stock)

Fermiamo gli scherzi”. Eloquente l’e-mail scritta da Marvin Chow, VP of Global Marketing di Google, ai suoi dirigenti in occasione del Primo Aprile. “Come ricorderete, lo scorso anno abbiamo preso la decisione di mettere in pausa la nostra tradizione di lunga data di celebrare il 1° aprile, nel rispetto di tutti coloro che stanno combattendo contro il Covid-19”.

Pesce d’Aprile, non tutti sono come Google

Google (Adobe Stock)
Google (Adobe Stock)

In tempi di pandemia da Coronavirus, c’è poco da scherzare. Soprattutto poi quando si travalica il semplice concetto di scherzetto. “Con una gran parte del mondo ancora alle prese con serie sfide – continua Marvin Chow – crediamo che dovremmo ancora fermare i pesci d’aprile anche quest’anno. Così come nel 2020, dovremmo continuare a cercare modi appropriati per portare momenti di felicità ai nostri utenti nel corso dell’anno”.

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Google ha annullato per la prima volta l’April Fools’ Day nel 2020, in pieno lockdown per l’emergenza sanitaria da Coronavirus, esortando già lo scorso anno i suoi dipendenti a contribuire a non diffondere il dilagante, snervante e fin troppo diffuso gioco del Pesce d’Aprile. Tuttavia, il 1 ° aprile è stato celebrato con l’anniversario del compleanno di Jean Macnamara.

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Per quasi due decenni, i marchi di tutto il mondo si sono riuniti ogni anno per celebrare due occasioni: l’anniversario degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 e, appunto il Pesce d’Aprile. Google. Chi in genere spende circa il 40% del suo budget annuale per gli scherzi del Pesce d’Aprile, ha saggiamente rinunciato per il secondo anno di fila.

Sfortunatamente, però, non tutti sono come Google. L’autorevole The Verge, per esempio, ha già ricevuto varie documentazioni davvero terribili nella scorsa settimana e ne sta segnalando altre.

La più famosa, finora, è stata quella di Volkswagen. Che ha annunciato che l’1 aprile avrebbe cambiato nome in Voltswagen, per sottolineare l’impegno dell’azienda nei confronti dei veicoli elettrici. Naturalmente era un Pesce d’Aprile, ma a molti non è piaciuto affatto.