Parler si affida a Epik, provider di siti di estrema destra

Il social network Parler torna online, e si affida ad Epik. Il provider si occupa anche di altri siti di estrema destra

parler
Parler torna online grazie al provider Epik (Adobe Stock)

Non il migliore dei periodi per Parler, il social network tanto apprezzato da Donald Trump e dai suoi seguaci. Dopo l’assalto di Capital Hill, Amazon Web Services – che forniva i server – ha deciso di prendere le distanze dal sito, obbligandolo a finire offline. Dopo qualche giorno di attesa, però, ora il social network è pronto a tornare online.

Nello specifico, sarà Epik il nuovo provider a fornire i server a Parler e a permettergli di tornare agibile agli utenti. Si tratta di una piattaforma già conosciuta per supportare siti di estrema destra come Daily Stormer. Anche il CEO del social network ha pubblicato nella home page un aggiornamento generale sulle ultime settimane turbolente.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Facebook e la regola sull’utilizzo delle foto: nuova bufala gira sul web

Parler torna online: “Luogo pubblico e apartitico”

parler hacker
Le parole del CEO dell’azienda (Adobe Stock)

Ottime notizie per Donald Trump e per tutti i suoi seguaci più accaniti, che potranno tornare ad occupare la bacheca di Parler. Il social network accusato di esser stato uno strumento fondamentale per l’assalto di Capitol Hill torna online, e si affida ad Epik. Il provider si occuava già di alcuni siti di estrema destra come Daily Stormer, e aggiungerà ora anche Parler alle proprie fila. È intervenuto in merito il CEO stesso del social network, che in home page ha reso pubblico un aggiornamento su quanto accaduto negli ultimi giorni.

FORSE TI INTERESSA ANCHE >>> Gmail in continuo aggiornamento: come accedere alle novità prima di tutti

Ribadisco quanto già detto: Parler è un luogo pubblico e apartitico, nel quale le persone possono esercitare pienamente i propri diritti. Non voglio per nessuna ragione lasciare che il dibattito civile possa perire” le sue parole. Ricordiamo che anche Google ed Apple hanno agito dopo l’assalto di Capitol Hill, rimuovendo l’app ufficiale sia dal Play Store che da App Store.