OnePlus e Oppo, fioccano i dettagli sulla clamorosa fusione. E il software?

A pochi giorni dalla conferma ufficiale, arrivano nuovi dettagli sulla fusione tra OnePlus e Oppo. L’attenzione resta tuttavia rivolta sulla OxygenOS.

OnePlus Oppo fusione OxygenOS
Un documento interno svela i dettagli sulla fusione tra OnePlus e Oppo (AdobeStock)

Il futuro degli smartphone OnePlus è ancora tutto da esplorare. Dopo l’ufficializzazione della fusione con Oppo (notizia accolta non con senza sorprese dagli aficionados del marchio), l’ex start-up fondata da Pete Lau sarà chiamata a snocciolare le proprie rinnovate strategie sia a breve che a lungo termine, focalizzando in particolar modo l’attenzione su svariati aspetti meramente strategici. Alcuni di questi sono già stati anticipati per sommi capi dallo stesso dirigente cinese, mentre altri costituiscono ancora un punto ignoto avvolto nel più freddo silenzio. Cosa accadrà dal lato dei consumatori?

A questa domanda prova a rispondere Evan Blass, che a mezzo Twitter ha condiviso un documento foriero di dettagli sulla fusione tra OnePlus e Oppo. Si tratta più che altro di un foglio imperniato su brevi domande e risposta, verosimilmente anticipatorio di una comunicazione che le due società cinesi (più probabile il solo sodalizio con a capo Pete Lau) dovrebbero pubblicare sui propri canali ufficiali, a beneficio di una maggior trasparenza verso i consumatori.

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OnePlus sarà ancora brand indipendente

Senza entrar troppo nei dettagli, il discorso che può essere tratto è riassumibile in poche battute: è vero che OnePlus verrà assorbita da Oppo (sempre più in auge soprattutto sul Vecchio Continente, come dimostrano le massicce campagne pubblicitarie in TV avviate anche in Italia), ma si tratterà di una mossa dagli effetti squisitamente interni, nell’ottica di una più complessiva riorganizzazione dell’attività d’impresa facente capo al gigante BBK, holding capogruppo che controlla i marchi OnePlus, Oppo, ma anche Vivo e Realme.

Detto in altri termini, gli smartphone OnePlus continueranno a far il loro approdo ufficiale sul mercato, visto che il brand opererà comunque in qualità di società indipendente: ci saranno insomma nuovi modelli e tutto dovrebbe restare (almeno formalmente) come adesso; nessun mutamento anche nell’ottica dei rapporti commerciali in Europa e con riguardo alla posizione lavorativa degli impiegati di OnePlus.

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Quel che invece resta un mistero è il discorso che tocca trasversalmente il comparto software. Cosa accadrà alla OxygenOS, una delle migliori interfacce per smartphone Android? Il documento condiviso da Evan Blass è totalmente avaro di dettagli, rimandando il discorso alle prossime settimane. Sullo sfondo potrebbe anche stagliarsi una sorta di cambio della “guardia” con la ColorOS di Oppo, sulla falsariga di una strategia già avviata ad esclusivo uso e consumo del mercato cinese.

Vedremo in proseguo quali saranno le strategie software dei due brand, anche se una cosa appare comunque certa: la ColorOS è cresciuta tantissimo e dietro al successo dell’interfaccia si annidano anche elementi marcatamente ripresi dalla OxygenOS.