Multa di 220 milioni di euro per Google: è guerra contro il colosso del web

La Francia multa Google per abuso di posizione dominante: approfitta della sua dominanza nei server pubblicitari per penalizzare la concorrenza. 

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L’Autorité de la concurrence ha multato Google per 220 milioni di euro (Unsplash)

È la prima indagine al mondo sui processi algoritmici complessi che determinano gli annunci online: lo ha dichiarato Isabelle de Silvia, presidente dell’Autorité de la concurrence, l’autorità Antitrust francese che ha sanzionato Google per 220 milioni di euro con l’accusa di abuso di posizione dominante. La pubblicazione di inserzioni online da parte di soggetti terzi sarebbe stata penalizzata da Google, che privilegia i propri annunci su siti web ed applicazioni con il suo servizio pubblicitario Dfp, e la piattaforma SSP AdX su cui viene gestito il processo di asta per la vendita di spazi.

L’inchiesta sull’utilizzo degli algoritmi di Google ha rivelato che l’azienda ha non solo mantenuto ma anche aumentato la sua dominanza nel mercato della pubblicità online, con pratiche che hanno indebolito la presenza dei competitori sui server e consolidato ulteriormente la posizione dell’azienda.

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Google si accorda con la Francia: pagherà la multa e cambierà direzione

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Google non disputa la sentenza: l’accordo con le autorità sarà vincolante per tre anni (Unsplash)

Google non ha commentato ufficialmente la sentenza ma ha dichiarato il proprio impegno ad abbandonare il trattamento preferenziale dei propri annunci pubblicitari e a migliorare gli algoritmi di Google Ad Manager, per assicurare le stesse opportunità a tutti gli editori di siti web e app nella compravendita degli spazi online; inoltre, non userà i dati delle piattaforme SSP rivali per ottimizzare le offerte, né condividerà le offerte alle aste da Ad Manager con gli altri partecipanti prima che l’asta sia terminata. In questo post, il direttore legale della divisione francese di Google Maria Gomri ha confermato l’accordo con le autorità. Gli impegni saranno vincolanti, solo in Francia, per tre anni.

Questa sanzione e questi impegni“, ha continuato de Silvia, “renderanno possibile ripristinare la parità di condizioni per tutti i player, e l’abilità degli editori di utilizzare al massimo gli spazi pubblicitari.

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