Lo spettacolare smartphone mostrato in Don’t Look Up esiste davvero

BASH LiiF è lo stravagante e innovativo smartphone mostrato nel film Netflix Don’t Look Up. Se l’azienda è una finzione, non lo è invece il particolare dispositivo, peraltro già visto anche in Fast and Furious 9

smartphone Don't Look Up
Bash Liif è lo smartphone mostrato in Don’t Look Up (Screenshot YouTube)

Don’t Look Up è uno dei film Netflix più chiacchierati nell’ultimo periodo ed è naturale che la rete stia portando alla ribalta alcuni aspetti più curiosi e particolari che hanno dominato le varie scene. Il film con protagonisti gli attori Leonardo Di Caprio e Jennifer Lawrence ha una forte matrice tecnologica: Peter Isherwell (impersonato da Mark Rylance) ha un’azienda che vende smartphone come la Apple, ma costruisce anche tecnologia per lo Spazio (e qui appare evidente il richiamo a SpaceX e Blue Origin) e arricchisce il proprio portafoglio profilando gli utenti (qualcuno ha parlato di Facebook?). In poche parole, un personaggio multiforme che vuole assomigliare a Tim Cook, Elon Musk, Jeff Bezos e Mark Zuckerberg.

La matrice tecnologica di Don’t Look Up è ulteriormente evidenziata dalla presenza della BASH, un’azienda immaginaria che presenzia nella maggior parte delle scene del film e il cui nome pare uno storpiamento della tecnologia di ricarica rapida che un tempo era associata al produttore di smartphone cinese OnePlus, la Dash Charge. Se il brand è perciò frutto dell’immaginazione, non si può dire lo stesso per lo smartphone che viene mostrato nel film di Netflix, ossia il BASH LiiF, che altro non è che una trasposizione del RED Hydrogen One, peraltro già visto in una scena di Fast and Furious 9.

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BASH LiiF è Red Hydrogen One

La scocca è d’altro canto la medesima come pure la particolarità dello stesso dispositivo, che in Don’t Look Up avrebbe dovuto rivoluzionare il settore degli smartphone grazie alla sua particolarissima tecnologia di rilevamento e addirittura anticipazione dell’umore degli utenti. Alla stessa maniera, RED Hydrogen One ambiva a rovesciare la monotonia degli smartphone: dietro al suo design marcatamente atipico (vedasi la presenza di un case in titanio) si nascondeva un display con tecnologia olografica, aggiunta quest’ultima che avrebbe permesso al dispositivo di proiettare immagini tridimensionali.

Le potenzialità fortemente innovative di RED Hydrogen One si sono infrante nel muro della tradizione: a causa di un prezzo piuttosto elevato (1.300 dollari, contestualizzati in un periodo storico in cui gli smartphone faticavano a superare la quota “psicologica” dei mille dollari), di un design non convenzionale e di un processore poco all’altezza, lo smartphone realizzato dall’azienda RED finì ben presto nel cestino, non entrando mai in produzione. Ed è un peccato viste le caratteristiche del dispositivo.

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A proposito di RED Hydrogen One, il regista di Don’t Look Up, Adam McKay, ha spiegato a CNet: “ho detto a Michael Bates (responsabile degli oggetti di scena, ndr) che quello smartphone era incredibile e non capivo come mai non fosse mai entrato in produzione“.