Le regole di Facebook non valgono per tutti: alcuni utenti esenti da ban e sanzioni

Un’inchiesta del Wall Street Journal ha rivelato che le regole di Facebook non sono uguali per tutti. Ci sono alcuni utenti esenti da ban e altre sanzioni

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Su Facebook le regole non sono uguali per tutti, per via del cosiddetto programma XCheck (Getty Images)

La legge è uguale per tutti. O meglio, quasi. Anche su Facebook, il famoso regolamento che viene accettato al momento dell’iscrizione non vale per qualsiasi utente. Lo ha scoperto il Wall Street Journal, che ha portato avanti un’inchiesta per approfondire il tema. Pare che esista un programma interno chiamato XCheck, grazie al quale alcuni utenti sono esentati dalle normali regole di moderazione.

Una vera e propria immunità, destinata a milioni di account in tutto il mondo. Non stiamo parlando chiaramente di utenti comuni, ma di VIP, politici e influencer. Pare che gli stessi moderatori della piattaforma siano stati istruiti all’utilizzo di regole differenti, così da salvaguardarli ed evitare ban spiacevoli.

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Facebook, col programma XCheck gli account VIP sono esenti dal regolamento

Facebook spionaggio
Il Wall Street Journal ha anche citato il caso specifico di Neymar (Unsplash)

Come rivelato da un’inchiesta del Wall Street Journal, ci sono milioni di account appartenenti a VIP, politici e influencer che non sono obbligati a sottostare alle regole di Facebook. Esiste il cosiddetto programma interno XCheck (o Cross Check), che tutti i moderatori devono seguire. Ma cosa cambia nello specifico? Innanzitutto, i post pubblicati dai suddetti profili non vengono quasi mai sottoposti alla moderazione automatica. C’è una vera e propria squadra di moderatori apposita, addestrata e in grado di comprendere quando è il caso di procedere a sanzioni e quando lasciar passare.

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Dall’inchiesta sono emersi anche alcuni documenti interni che danno meglio l’idea di quello che è il maxi piano del gigante di Zuckerberg. Nel 2020, esistevano almeno 5,8 milioni di account VIP distribuiti tra Facebook e Instagram. C’è anche un esempio specifico di cui parla il Wall Street Journal. Nel 2019, l’attaccante del PSG Neymar Jr. pubblicò alcune foto private di una donna che l’aveva accusato di stupro. Chiaramente un post che viola le policy di Facebook ma, nonostante questo, i moderatori decisero di non agire in alcun modo.