Intel pessimista su una risoluzione a breve termine della crisi dei chip: le parole del CEO gelano tutti

Durante il corso di una riunione degli investitori, l’addì di Intel è apparso pessimistico su una pronta risoluzione della crisi dei chip

Intel crisi chip quando si risolverà
Il CEO di Intel torna a parlare della crisi dei chip (Unsplash)

Abbiamo più volte fatto riferimento nei nostri articoli alla crisi dei chip, fenomeno esploso con l’emergere della pandemia e che ha certamente ostacolato i piani e i propositi di svariate aziende impegnate sul mercato, non soltanto tecnologico. Il segmento automobilistico sta certamente pagando dazio e con esso anche l’industria degli smartphone, come dimostra la scelta di Apple di ridurre la produzione della serie iPhone 13 e il rinvio all’anno prossimo di Galaxy S21 FE, stante la scelta di Samsung di centellinare le scorte del processore Snapdragon 888 di Qualcomm per non togliere elementi importanti ai suoi smartphone pieghevoli, che stanno appunto vendendo bene (soprattutto Galaxy Z Flip 3, in ragione del suo prezzo di vendita più contenuto).

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Il CEO di Intel tuona: “la carenza dei chip non finirà almeno fino al 2023”

Intel crisi chip quando si risolverà
Le previsioni del CEO di Intel sul rientro alla normalità (Unsplash)

Sono in molti ad attendere un rapido ritorno alla normalità, ma la luce in fondo al tunnel sembra ancora lontana. Lo dimostrano le parole dell’addì di Intel, Pat Gelsinger, secondo cui la crisi di approvvigionamento dei semiconduttori è ancor più impattante rispetto alle iniziali previsioni ed è per questo che bisognerà in qualche modo tentare di convivere con una tale situazione. Il CEO della multinazionale statunitense è stato d’altronde chiarissimo durante la riunione degli investitori per il periodo fiscale del terzo quarto del 2021, come riportato dalla testata CNBC: “Bisognerà pazientare fino al 2023. È vero che ad oggi ci troviamo nel momento peggiore e che l’anno prossimo dovrebbero esserci miglioramenti, ma per un totale ritorno alla normalità si dovrà ancora attendere“. In ogni caso, il problema specifico non sembra essere l’esclusiva carenza dei chip, bensì la combinazione di pari: “Lo chiamiamo set di corrispondenza – dice l’addì di Intel – perché magari abbiamo la CPU, ma non invece i componenti relativi allo schermo e alla connettività wireless”. Preoccupazioni condivise anche da Nvidia.

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Più ottimistica è invece la previsione di Lisa Su, addì della rivale AMD, secondo cui potrebbe volerci un po’ meno prima di una risoluzione del problema: “la situazione andrà meglio l’anno prossimo, migliorando gradualmente con il passare dei mesi“.