False email della Polizia, occhio all’ultima pericolosa truffa di phishing

Come segnalato dal Commissariato di Polizia Postale, è in corso una campagna di phishing legata a presunte email mandate dalle Forze dell’Ordine

Nuovo campanello d’allarme per ciò che riguarda la sicurezza online. Nonostante il 2022 sia iniziato da meno di 3 settimane, sono già diverse le segnalazioni arrivate in merito a nuove truffe e tentativi di phishing in rete.

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Segnalata una nuova pericolosa truffa di phishing che riguarda presunte mail inviate dalla Polizia (screenshot Facebook)

L’ultimo avviso arriva direttamente dal Commissariato di Polizia Postale che, tramite il proprio portale web, ha deciso di comunicare agli utenti che è in atto una pericolosa campagna di phishing. Protagonista una presunta comunicazione via email inviata direttamente dalla Polizia e da altri organi collegati. Si tratta ovviamente di un fake.

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Polizia e email false, attenzione all’ultima truffa in rete

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Ecco come individuarla subito e cosa evitare di fare (Screenshot Polizia Postale)

Come segnalato dalla Polizia Postale, è in corso una pericolosa campagna di phishing. Nello specifico, vengono inviate email false dove vengono indicati il nome del Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, il Capo della Polizia, il Direttore della Polizia Postale e altri organi che rappresentano le Forze dell’Ordine. Nei testi viene anche utilizzato il logo della Repubblica Italiana, oltre a quelli del Ministero dell’Interno, di Europol e della Polizia stessa. Alla potenziale vittima si comunica l’avvio di una indagine penale dei suoi confronti. Così facendo, il ricevente d’istinto ricontatta i truffatori, così da esporsi per successive richieste di pagamento in denaro o comunicazione di dati personali.

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Come sempre in questi casi, il consiglio è quello di stare molto attenti a comunicazioni di questo tipo. Potrebbe infatti trattarsi di pericolose truffe, che puntano a rubare dati sensibili e credenziali bancarie. Né aziende né tantomeno le Forze dell’Ordine avvisano un utente di presunte indagini penali via email. Un campanello d’allarme sono le richieste di informazioni personali come nome, cognome, indirizzo e altri riferimenti.