Facebook come Twitter: la modifica ai commenti dei post fa già discutere

Facebook si adegua a Twitter e introduce alcuni limiti ai commenti nei post. La modifica è già disponibile sull’app per smartphone e sta facendo discutere per alcuni profili oggettivamente criticabili.

Facebook novità
La recente aggiunta di Facebook strizza l’occhio a Twitter (AdobeStock)

I social network sono ormai di dominio pubblico e l’ampia schiera di utilizzatori ha certamente posto sotto l’angolo di visione alcuni comportamenti non propriamente meritevoli. Dalla pletora di fake news sino ad insulti ed attacchi personali, sono infatti molteplici gli utenti che ritengono lecita ed ammissibile qualsivoglia condotta all’interno delle piattaforme digitali, complice la naturale distanza che viene tracciata tra chi pubblica e chi commenta e la presenza – quasi a mo’ di scudo o di riparo – di un monitor o, più recentemente, uno schermo del dispositivo mobile personale.

Abbiamo parlato nei mesi scorsi che insultare tramite i social network può integrare il reato di diffamazione e in questo senso vogliamo ritornare (sia pure trasversalmente) sull’argomento, stante anche alcune importanti modifiche inaugurate in queste ore da Facebook. Sebbene non si tratti di novità assolute – essendo per l’appunto già mutuate da Twitter – ci si interroga sulla legittimità dell’aggiunta, dal momento che tocca ed incide conseguentemente su alcuni diritti.

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Facebook introduce limiti alla pubblicazione dei commenti

Facebook limiti commenti post
Le recenti novità di Facebook (AdobeStock)

Per farla breve e senza troppi giri di parole, Facebook ha introdotto un meccanismo di limitazione dei commenti ai post. In buona sostanza, ogni utente potrà decidere se ed eventualmente quali persone potranno replicare ai contenuti personali, attingendo ad una apposita funzione per il momento disponibile soltanto sulla versione mobile dell’app del social network di Zuckerberg. Le possibilità messe in campo sono sostanzialmente due: blocco assoluto dei commenti (e quindi nessuna possibilità di interazione con il post), od in alternativa limitazione parziale, potendo infatti commentare soltanto gli amici o le persone e le pagine menzionate dall’utente.

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La recente modifica, come ribadito in apertura, riprende per filo e per segno l’analoga iniziativa già disposta da Twitter e mette sul piatto due conseguenze: da un lato, viene meno quel vespaio di polemiche che potrebbero innescarsi dinanzi a comportamenti poco ortodossi di certi utenti che sono soliti commentare e “spargere veleno”; dall’altro lato, impedisce la dinamicità della conversazione e, soprattutto, funge da strumento per reprimere il dissenso e critiche che legittimamente possono essere mosse dinanzi a post discutibili. Proprio su quest’ultimo verso appare quantomeno criticabile la scelta di Facebook. Eppure, basterebbe che ognuno adottasse sui social condotte improntate secondo il buon senso civico per veder sparire misure oggettivamente poco felici, esaltando invece le molteplici potenzialità e gli innumerevoli vantaggi offerti dall’uso delle piattaforme digitali.