Enel nel mirino del garante per la privacy: maxi multa in arrivo

Il garante per la privacy ha deciso di multare Enel con una maxi sanzione dovuta a telemarketing aggressivo e malagestione dei dati

Nel corso degli ultimi mesi, si sono susseguite una serie di segnalazioni da parte di moltissimi utenti in tutta Italia ai danni di Enel. Il motivo? Chiamate insistenti, spesso robotizzate, e più in generale un telemarketing troppo aggressivo. Il garante per la privacy ha deciso di impugnare la situazione e far partire un’indagine a riguardo.

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L’azienda Enel è stata multata dal Garante per la privacy italiano (Unsplash)

Il fenomeno è stato spiegato nel dettaglio da varie fonti nell’ultimo periodo. L’idea alla base è quella di catturare un numero sempre più alto di utenti con costi bassissimi, considerando che il tutto veniva fatto tramite macchine automatizzate. Alla fine, è arrivata una maxi multa nei confronti dell’azienda.

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Enel, multa di 26,5 milioni di euro ai suoi danni

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Prevista una maxi sanzione pecuniaria, oltre ad una diversa gestione del trattamento dei dati degli utenti (Unsplash)

A seguito delle numerose indagini avvenute, il garante per la privacy ha deciso di multare Enel con una sanzione pecuniaria pari a 26,5 milioni di euro. “I problemi sono principalmente legati alla difficoltà di esercitare i propri diritti in tema di protezione dei dati personali, nello specifico per ciò che riguarda l’ambito dei servizi di fornitura energetica” hanno spiegato. Si parla in particolare di: “Un cronico, intenso e invasivo fenomeno di telefonate promozionali, spesso indesiderate“.

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Non è arrivata però solo la multa nei confronti dell’azienda. Il Garante per la privacy ha infatti anche ingiunto ad Enel l’adeguamento del trattamento dei dati. Ma non solo, perché si parla anche dell’introduzione di misure che attestino il fatto che i numeri di telefono usati siano censiti e iscritti al Registro degli operatori della comunicazione. Nello specifico, va tenuto conto del diritto di opposizione alle finalità promozionali. “Bisogna gestire le istanze di esercizio dei diritti degli interessati” ha concluso il garante per la privacy.