È iniziata ufficialmente la corsa al metaverso, e ci si inserisce anche Microsoft

Dopo Facebook, anche per Microsoft è arrivato il momento di cimentarsi nella nuova sfida per il futuro: il metaverso

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Anche Microsoft si lancia nell’universo del metaverso con Mesh (screenshot YouTube)

Solamente qualche giorno fa, il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha annunciato ufficialmente il rebranding del suo social network di punta. Prepariamoci a dare il benvenuto a Meta, che farà da contraltare al tanto discusso metaverso. Presentata come la nuova era, una rivoluzione alla pari della connessione ad internet su mobile, sta già attirando l’interesse della concorrenza.

È il caso di Microsoft, che ha deciso di entrare ufficialmente in competizione con Meta e di presentare Mesh. Si tratta di una piattaforma collaborativa con vere e proprie esperienze virtuali. L’annuncio è stato dato da Satya Nadella nel corso dell’evento Microsoft Ignote. Pare che il metaverso targato Microsoft verrà integrato direttamente in Teams già nella prima metà del prossimo anno.

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Microsoft presenta Mesh, la sua versione del metaverso

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Ecco tutti i dettagli del nuovo progetto pensato dall’azienda americana (Screenshot YouTube)

Il metaverso abilità esperienze condivise tra il mondo fisico e il mondo digitale. In uno scenario di crescente digitalizzazione delle aziende, può consentire alle persone di incontrarsi in un ambiente virtuale, grazie all’uso di avatar e facilitando così la collaborazione senza confini a livello globale“: è stato presentato così Mesh, il nuovo progetto Microsoft che punta a mettere i bastoni tra le ruote a Meta. Secondo quanto raccontato dal direttore generale di Microsoft Teams Nicole Herskowitz, la volontà è quella di aumentare il coinvolgimento e la concentrazione dei partecipanti ad una call.

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In questo senso, la prima soluzione è stata la Together Mode. Si tratta di una modalità che sfrutta l’intelligenza artificiale per posizionare i partecipanti in una sala virtuale. E ora arriva Mesh, pensata per ridurre ulteriormente il sovraccarico cognitivo legato a ore e ore di videochiamata. Gli avatar 3D non rederanno necessario indossare un visore VR, ma sarà l’intelligenza artificiale ad ascoltare e interpretare la voce dell’utente anche nei movimenti.