Covid-19, quante probabilità ci sono di contagiarsi toccando una superficie infetta?

La modalità principale con cui le persone vengono a contatto e infettate dal Covid-19 è attraverso l’esposizione alle goccioline respiratorie che trasportano virus infettivi. È possibile che le persone vengano infettate attraverso il contatto con superfici o oggetti contaminati (fomiti), ma il rischio è generalmente considerato basso.

Virus Covid 19 (Adobe Stock)
Virus Covid 19 (Adobe Stock)

Parte da qui uno studio approfondito del Center for Disease and Control Prevention degli Stati Uniti. Dopo oltre un anno di pandemia da Coronavirus, in base alle conoscenze attualmente disponibili, il nuovo report del CDC sottolinea, confermandolo, che la trasmissione del Covid-19 attraverso il contatto con una superficie contaminata, è molto rara.

Covid-19, lo studio del CDC: “Un solo contagio ogni 10mila contatti con superfici”

Covid-19 (Adobe Stock)
Covid-19 (Adobe Stock)

SARS-CoV-2, il virus che causa COVID-19, è un virus avvolto – si legge nel report statunitense – il che significa che il suo materiale genetico è imballato all’interno di uno strato esterno, un involucro di proteine e lipidi. L’involucro contiene strutture, le proteine spike, che si attaccano alle cellule umane, durante l’infezione”.

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Il report prosegue così: “L’involucro per SARS-CoV-2, come per altri virus respiratori con involucro, è labile e può degradarsi rapidamente a contatto con i tensioattivi contenuti negli agenti detergenti e in condizioni ambientali”.

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Il rischio di trasmissione mediata dalla fomite dipende da diversi fattori: il tasso di prevalenza dell’infezione nella comunità dove si vive, la quantità di persone infette dal virus (che può essere sostanzialmente ridotta indossando le ormai amichevoli mascherine, compagne di viaggio di ogni nostro spostamento), la deposizione di particelle virali espulse su superfici (fomiti), che sono influenzate dal flusso d’aria e dalla ventilazione.

E ancora: l’interazione con fattori ambientali (ad esempio calore ed evaporazione) che causano danni alle particelle virali durante la dispersione nell’aria e sui fomiti. Il tempo che intercorre tra il momento in cui una superficie viene contaminata e il momento in cui una persona tocca la superficie, l’efficienza del trasferimento delle particelle virali dalle superfici fomite alle mani e dalle mani alle mucose del viso (naso, bocca, occhi), oppure la dose di virus necessaria per causare l’infezione attraverso la via delle mucose.

Il report del Center for Disease and Control Prevention degli Stati Uniti minimizza a un solo contagio per ogni 10mila contatti con superfici: “Abbiamo condotto degli studi quantitativi di valutazione del rischio microbico per comprendere e caratterizzare il rischio relativo di trasmissione da fomiti di Sars-Cov-2 e valutare la necessità e l’efficacia delle misure di prevenzione”.

L’Ente federale chiosa: “I risultati di questi studi suggeriscono che il rischio di infezione da Sars-Cov-2 attraverso la via di trasmissione dei fomiti è basso e generalmente inferiore a 1 su 10.000, il che significa che ogni contatto con una superficie contaminata ha meno di 1 su 10.000 possibilità di causare un’infezione”.