Cashback non avrà i fondi del Recovery: cosa succede l’1 luglio

Batosta per il piano Cashback: non rientra tra le soluzioni del Recovery. Ecco cosa potrebbe succedere dall’1 luglio

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Il piano Cashback non potrà contare sui fondi del Recovery Fund (Adobe Stock)

Nuove ombre sul futuro del piano Cashback. L’iniziativa non potrà più contare sui fondi del Recovery Fund,alimentando le voci su una possibile cancellazione anticipata del tutto. Stando alle ultime bozze circolate, il finanziamento del Cashback non rientra più nel documento che verrà inviato alla Commissione europea entro il 30 aprile.

Una vera e propria batosta per l’iniziativa, che già da tempo non gode dell’approvazione da parte di buona parte della classe politica. A questo punto bisogna capire quale potrebbe essere il futuro del piano anti evasione fiscale, voluto dalla precedente amministrazione e ora diventato quasi un peso. Ecco i possibili scenari a partire dall’1 luglio.

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Cashback senza Recovery, cosa potrebbe succedere

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Ecco cosa potrebbe succedere a partire dal 1 luglio (Pixabay)

Il fatto che il Cashback non rientri tra le soluzioni finanziabili col Recovery Fund getta nuove ombre sul destino dell’iniziativa, ma non vuol dire che sia già stata presa una decisione definitiva. L’esecutivo potrebbe infatti decidere di recuperare i cinque miliardi che servono per la copertura della misura, mettendo mano ai fondi nazionali. D’altra parte, però, l’idea di far cadere l’operazione – senza più poter contare sulle risorse europee – non è così remota. Qualora si decidesse di continuare con il piano, servirà una sorta di restylingcon la prossima legge di Bilancio.

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Ad oggi, comunque, il tutto rimane attivo e lo sarà almeno fino alla scadenza del primo trimestre. Dall’1 luglio, poi, ci saranno tutte le valutazioni del caso. Sono già in fase di studio alcuni accorgimenti per fermare i “furbetti” del Supercashback, iniziativa aggiuntiva che promette 1500 euro extra ai primi 100.000 classificati per numero di transazioni.

Tra le possibili misure, si parla di limitare il più possibile i micropagamenti e di inserire una soglia minimaper registrare la transazione e guadagnare posizioni in graduatoria. Tutti discorsi che verranno ripresi nel corso delle prossime settimane dagli enti competenti.