BrakTooth, cos’è la nuova pericolosa vulnerabilità al Bluetooth che interessa tantissimi dispositivi

La Singapore University of Technology and Design ha scoperto ben sedici pericolose vulnerabilità al Bluetooth conosciute sotto il nome di “BrackTooth”. Almeno 1.400 i dispositivi coinvolti.

BrakTooth nuove vulnerabilità al Bluetooth
Scoperte nuove vulnerabilità al Bluetooth (PixaBay)

Una nuova magagna di sicurezza sta interessando una buona fetta di dispositivi elettronici, con conseguenze da non sottovalutare. E non si tratta stavolta di problematiche riconducibili alla presenza di malware intrufolati dentro a qualche app installata sui nostri smartphone, bensì a storture legate al Bluetooth. Un’annotazione, quest’ultima, che dovrebbe suonare immediatamente come un campanello d’allarme, giacché il Bluetooth è uno standard ormai diffuso su una moltitudine differenziata di dispositivi, tra cui smartphone, tablet, wearable, computer e prodotti per la smart home. Nel caso di specie, soprattutto quest’ultimi sarebbero presi più di mira.

Aumenta insomma il ventaglio di possibili utenti coinvolti, peraltro accentuato dalla tipicità del problema. Come spiegato dalla Singapore University of Technology and Design – la prima in assoluto ad aver portato alla luce la nuove vulnerabilità al Bluetooth – la magagna di sicurezza coinvolgerebbe almeno 1.400 dispositivi in commercio. Non tutti i produttori avrebbero inoltre rilasciato un fix risolutivo, e questo rende ancor più impellente la necessità di risolvere la questione.

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BrakTooth unifica sedici vulnerabilità al Bluetooth

BrakTooth nuove vulnerabilità al Bluetooth
Quattro ulteriori vulnerabilità sarebbero ancora in fase di check (Unsplash)

Un video divulgato tramite YouTube esplicita mediante una similitudine le “potenzialità” distruttive dei difetti al Bluetooth. Non è casuale – né tantomeno un refuso – l’utilizzo del plurale, dal momento che siamo di fronte non già ad una sola vulnerabilità, ma a sedici storture unificate dal nome col quale sono state conosciute, vale a dire “BrakTooth“. Un numero certamente importante e non è escluso che possa ulteriormente lievitare nell’immediato prosieguo, anche perché sono in corso ulteriori accertamenti per verificare l’esistenza di ulteriori quattro difetti.

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In che cosa consiste BrakTooth? Le sue “capacità” sono ben illustrate dalla Singapore University of Technology and Design nel video che riportiamo appresso. Le vulnerabilità permetterebbero infatti ai cyber-criminali di poter approntare manovre differenziate, tra cui soprattutto l’esecuzione a distanza di un codice arbitrario con lo scopo di compromettere la memoria del dispositivo. Sfruttando BrakTooth, è pure possibile riavviare il dispositivo o creare dei pacchetti che costringerebbero l’utente ad un riavvio forzato del device.