Banda larga, ecco quanto spendono in media gli italiani

Uno studio mostra quanto spendono in media gli italiani per dotarsi di abbonamenti ai servizi di banda larga. Il confronto con 32 paesi europei.

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Italia al quindicesimo posto nella speciale graduatoria (PixaBay)

Sempre più consumatori utilizzano servizi di abbonamento alla banda larga e l’emergenza epidemiologica in atto ha certamente ritoccato verso l’alto la curva del consumo relativa alle connessioni Internet più performanti. Tutto ciò si riverbera a cascata sul giro d’affari e, di riflesso, sul costo necessariamente sostenuto dalla popolazione per poter accedere a tali sistemi di telecomunicazione.

Lo studio approntato dal sito AddictiveTips.com dà misura di quanto spendono gli italiani per potersi dotare di un abbonamento alla banda larga. Stando ai dati snocciolati dagli specialisti, il costo medio annuale si attesta sui 330 euro, cifra che rappresenta l’1,9% dello stipendio medio netto annuale dei lavoratori dislocati sul nostro territorio, ossia 17.185 euro. Il numero da solo dice poco o nulla, ed è per questo che appare certamente più interessante un confronto di più ampio respiro, coinvolgendo in particolar modo i paesi del Vecchio Continente.

Se ne è occupata lo stesso AddictiveTips.com, che ha stilato una speciale graduatoria di 32 territori europei: l’Italia è al quindicesimo posto, in coabitazione con la Polonia, dall’alto dei suoi 168 euro di costo medio annuale degli abbonamenti misurati però a fronte di stipendi medi corrispondenti a circa 8 mila euro netti annui.

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I parametri di riferimento

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Prima in classifica l’Albania (PixaBay)

La classifica viene stilata prendendo in considerazione due parametri di riferimento: da un lato, il prezzo necessario per poter accedere alle connessioni Internet veloci, dall’altro gli stipendi annui. Il dato complessivo rappresenta il rapporto tra i due indicatori, presi naturalmente in termini di media. Appare perciò evidente che a far da ago della bilancia è soprattutto il ricavo ottenuto dai lavoratori: a fronte di una minore disponibilità di denaro, sarà ovviamente maggiore il peso specifico assunto dall’abbonamento ad Internet sul portafoglio personale.

Evidente, in questo senso, il caso dell’Albania, posizionata al primo posto nella speciale graduatoria: l’incidenza dell’abbonamento alla banda larga è dirompente (nello specifico, il 7,1%), giacché determinato da un costo medio annuale di 292 euro (dunque minore se confrontato all’Italia) e, soprattutto, da uno stipendio medio annuo di poco più di quattromila euro. Meno disponibilità economica, quindi, ma maggiore impegno richiesto dai consumatori per potersi dotare di connessioni Internet performanti. Segue a ruota la Macedonia del Nord, Montenegro, Grecia e Portogallo, mentre la Spagna è nona, a fronte di stipendi medi annui di 5.700 euro e di costi di abbonamenti di 437 euro.

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Ad occupare gli ultimi posti sono invece i paesi europei più ricchi, dove in questo caso assume una incidenza maggiore l’ingente disponibilità economica dei lavoratori. Evidente è il caso della Svizzera: lo stipendio medio annuo dei cittadini (ossia quasi 62 mila euro) va a sfumare l’impatto economico provocato dall’abbonamento alla banda larga, che costa in media addirittura 700 euro l’anno (cifra doppia rispetto all’Italia).