App, s’accende col Lume…nate: viaggio in uno stato di coscienza alterato

Nell’era dove sono tanto performanti quanto (troppo) dominanti pc, smartphone di ogni tipo e di app, se ne inventano di tutti i colori. Perfino quello provare i disordini psicotici, proprio di chi fa uso di lsd: reazioni schizofreniche acute, reazioni paranoiche, psicosi prolungate o intermittenti, paranoia conclamata. Ma senza drogarsi.

Coscienza alterata... tramite app (Adobe Stock)
Coscienza alterata… tramite app (Adobe Stock)

E’ l’intento di una nuova applicazione per smartphone, chiamata Lumenate. Promette di alterare la coscienza, qualcosa di simile a un viaggio con l’LSD, utilizzando luci tremolanti. E secondo Vice, potrebbe addirittura funzionare.

App, Lumenate: ci ha investito anche Rosamund Pike

Coscienza alterata senza uso di stupefacenti (Adobe Stock)
Coscienza alterata senza uso di stupefacenti (Adobe Stock)

Creata dagli ingegneri del software britannici Tom Galea e Joy Conlon, l’obiettivo di Lumenate è quello di “rendere l’esplorazione del subconscio più accessibile che mai“. I suoi creatori affermano che l’applicazione in questione può aiutare a “guidare il tuo cervello in uno stato di coscienza alterato unico e potente tra quello della meditazione profonda e le classiche sostanze psichedeliche“. In altre parole, una mente più chiara o una buona notte di sonno. Tant’è.

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Dall’intervista alle persone di Burning Man su cosa significhi per loro la libertà, a mesi di scansioni cerebrali EEG che sviluppano e ottimizzano il nostro metodo per indurre stati alterati utilizzando luce e suono, il nostro viaggio è stato tutt’altro che ordinario“, si legge nel sito web dell’app.

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Perfino Rosamund Pike, la Bond girl Miranda Frost ne “La morte può attendere” vincitrice di Golden Globe, avrebbe investito nella società e ne sarebbe la direttrice.

In questo stato desiderato o coscienza elevata, secondo Vice, il cervello sperimenta una maggiore connettività funzionale e una diminuzione dell’attività nella sua rete di modalità predefinita. Nei casi più estremi, può darti allucinazioni mentre i tuoi occhi sono ancora chiusi.

Il giornalista della testata d’oltreoceano, David Hillier, ha descritto l’esperienza generata dall’app come un “tableau di luci frattali e ombre che si intrecciano con forme geometriche e, forse, con un tunnel alla Tron che puoi seguire a tempo indefinito”, un fenomeno che, sostiene, è effettivamente vicino alle sue esperienze con gli LSD.

La scienza alla base di tutto questo non è ancora esattamente conclusiva. In uno studio del 2019 che ha coinvolto 19 studenti, un team di ricerca della Sussex University ha scoperto che “la stimolazione stroboscopica ha causato aumenti sostanziali nell’intensità e nella gamma di esperienze soggettive, con segnalazioni di allucinazioni visive semplici e complesse“. Il documento, tuttavia, deve ancora essere sottoposto a revisione paritaria. Sì, se ne inventano proprio di tutti i colori.