Android, come proteggere la propria privacy (dove è possibile) sul proprio smartphone

Girovagare su internet, oggigiorno, lascia il segno. Un segno purtroppo troppo tangibile dei tempi che corrono, ma anche delle tracce che rimangono impresse online. E per quanto Google metta a disposizione software, tanti gratuiti, con Android, quelle tracce non si cancellano del tutto. Al massimo, alcune di esse, possono essere nascoste per bene.

Android mobile (Adobe Stock)
Android mobile (Adobe Stock)

Se si è in possesso di Android 10 o 11, si può andare sulle impostazioni di sistema e cercare la sezione Privacy per modificare i dati personali che si condividono con Google.

Android 10: il miglioramento di alcune delle pratiche sulla privacy

Android per cellulari (Adobe Stock)
Android per cellulari (Adobe Stock)

Potresti aver attivato la Cronologia delle posizioni quando hai ricevuto il telefono per la prima volta. Una funzione che consente a Google di memorizzare una cronologia di tutti i luoghi che hai visitato, accessibile in Google Maps, sotto la tua cronologia.

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Sebbene Google affermi di proteggere questi dati e di non condividerli con terze parti, potresti comunque non sentirti a tuo agio sapendo che il Colosso di Mountain View ha una registrazione completa di ogni tuo passaggio.

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Ebbene, è possibile disattivare del tutto il rilevamento della posizione, ma per farlo completamente è necessario attivare alcuni interruttori. Innanzitutto, quando si accede a più account Google, sempre consigliabile passare da un utente all’altro e disattivare il monitoraggio individualmente, poiché le impostazioni si applicano solo per account.

Ancora più importante, quando si disattiva la cronologia delle posizioni, bloccare un’altra opzione, chiamata Attività web e app, perché non significa che Google abbia smesso di tracciare la tua posizione del tutto.

Android 10 ha migliorato alcune delle pratiche sulla privacy. Ora, finalmente impedisce alle app di terze parti e di prima parte di eseguire il “polling” – ossia la verifica ciclica di tutte le unità o periferiche di input/output da parte del sistema operativo – della tua posizione in background, limitando l’accesso alla loro posizione, soltanto durante l’uso.

Se utilizzi Google Foto per eseguire il backup di foto e video, carica i file archiviati direttamente nella cartella della fotocamera del tuo dispositivo. In generale, la maggior parte delle Applicazioni Fotocamera utilizza un approccio opt-in per taggare i dati sulla posizione alle foto. Se il geotagging è attivato nell’app Fotocamera, Google Foto lo carica automaticamente come parte dei dati EXIF del file.

Al momento, nell’app Foto non è possibile caricare immagini senza taggarne la posizione. Quindi dovrai disattivare il “geotagging” direttamente dall’app Fotocamera per impedire a Google di memorizzare la tua posizione. Piccoli accorgimenti per grandi risultati, nel segno della propria privacy.