5G alla prova consumo (sugli smartphone): test superato 

La quinta generazione della telefonia mobile con una significativa evoluzione rispetto alla tecnologia 4G/IMT-Advanced rappresenta una sorta di sliding doors, uno switch che archivia del tutto il passato, fa vivere il presente proiettandosi nel futuro. Con l’avvento del 5G, niente più sarà come prima. Con tutto ciò che ne consegue.

Ripetitore 5G (Adobe Stock)
Ripetitore 5G (Adobe Stock)

Innanzitutto gli studi fatti su queste frequenze. Questi dimostrano che gli effetti immediati sulle cellule sono meno rilevabili rispetto a quelli per l’uso delle precedenti frequenze 2G/3G/4G, che pure avevano dati effetti scarsamente percettibili, di riscaldamento cellulare.

5G: maggior consumo, minor tempo nei download

Samsung Galaxy S21 (Adobe Stock)
Samsung Galaxy S21 (Adobe Stock)

Capitolo incisione sull’autonomia di uno smartphone. DDay ha realizzato un ciclo automatico che alterna la visione di un video su YouTube alla massima qualità disponibile al download di un file. Le impostazioni solo le stesse, così come le condizioni ambientali del test, l’operatore mobile e la posizione dello smartphone. A cambiare, ovviamente, è stata solamente la tipologia di connessione mobile.

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Dai test si evince che, dopo un paio di ore, il consumo del 5G è superiore del 30-35% rispetto al 4G. Ma questo aumento è da imputarsi esclusivamente al modem e non ad altri componenti dello smartphone, identici in entrambi i due test.

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Anche il leggero aumento di temperatura fra la quinta generazione della telefonia mobile e le sue precedenti “versioni” è sì maggiore, ma neanche poi così tanto: mediamente un paio di gradi. Per non parlare del suo maggior consumo di batteria: se il modem è semplicemente in stand-by, agganciato alla rete 5G, il consumo non varia.

Il maggior consumo che causa il 5G potrebbe tranquillamente essere bilanciato dal minor tempo impiegato nel download: un minuto per scaricare un film in 5G, consuma più o meno come una manciata di minuti in 4G. Una piccola differenza per il 5G, un grande guadagno.

Un guadagno dato dall’ottimizzazione dell’uso delle risorse di rete mediante la definizione di sottoreti virtuali indipendenti per ogni tipologia di servizio, dalla virtualizzazione di gran parte dei dispositivi di rete e una gestione dinamica della banda disponibile tramite sistemi automatizzati di tipo SDN, dalla capacità di gestire una maggiore quantità di dispositivi per unità di superficie, dal supporto di caratteristiche più spinte in termini di latenza, da una maggiore velocità di trasmissione dei dati fino a 10 gigabit al secondo (Gbit/s), da una significativa riduzione del consumo energetico (90% in meno rispetto alla 4G per ogni bit trasmesso). Per questo con l’avvento del 5G niente sarà più come prima, almeno per la tecnologia.