Trovato un limite all’esistenza: impossibile vivere oltre i 150 anni

La scienza individua il limite della vita a 150 anni: secondo un recente studio la nostra capacità di guarigione è destinata ad esaurirsi.

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Gli studi sull’invecchiamento indicano i 150 anni come traguardo massimo (pixabay.com)

 

Rassegnamoci, anche l’elisir di lunga vita non funziona all’infinito. Un nuovo studio dimostra che non c’è verso di oltrepassare la soglia (per ora del tutto virtuale) dei 150 anni. Gli autori di questa ricerca sono gli scienziati di Gero, start-up di Singapore che come suggerisce lo stesso nome si occupa proprio di processi di invecchiamento. E dei metodi in grado di rallentarli.

Nell’ottica di Gero, la possibilità di rimettersi da un trauma fisico di qualsiasi tipo rappresenta la chiave della lunga vita. In altre parole, l’attenzione si sposta dall’età anagrafica a quella biologica. L’azienda utilizza l’intelligenza artificiale per monitorare i processi di auto guarigione del corpo umano. Ma quali sono i dati oggettivi ricavati dai ricercatori?

La chiave sta nella “Resilienza”: ecco cosa si intende

smartphone anziani
(AdobeStock)

Lo studio si intitola “L’analisi longitudinale dei markers ematici rivela una progressiva perdita della resilienza e predice un limite massimo alla durata della vita”. Per analisi longitudinale si intende lo studio di un processo in evoluzione, mentre il termine resilienza si riferisce proprio alle facoltà di recupero del nostro organismo.

Con il passare degli anni, spiega lo studio, gli esseri umani hanno bisogno di sempre più tempo per riprendersi da stress fisici di varia natura, siano essi causati da malattie, processi degenerativi, incidenti o altro. Un ottantenne ci mette tre volte di più rispetto a una persona che ha la metà dei suoi anni. Una salute fragile o addirittura compromessa, peggiora ulteriormente qualsiasi tipo di auto rigenerazione.

I 150 anni sono una soglia invalicabile per le attuali tecnologie

Ginnastica anziani
(People photo created by freepik – www.freepik.com)

La conclusione è che quella che gli autori del paper chiamano “resilienza” è comunque destinata ad esaurirsi tra i 120 e i 150 anni, impedendo di fatto la prosecuzione della vita. Gli studiosi hanno identificato il periodo tra i 35 e i 45 anni come fase della vita in cui il declino fisico inizia ad accelerare sensibilmente.

Andrei Gudkov, uno degli autori della ricerca, ha spiegato che per ora è possibile agire solo sulla durata media della vita, lavorando sulla prevenzione e la cura delle malattie. “Il limite massimo dell’esistenza potrà essere spostato più avanti solo quando avremo a disposizione delle vere e proprie terapie anti invecchiamento“. Che al momento non esistono, perciò ci limitiamo a ingannare – per così dire, il passare del tempo.

Uno studio dall’approccio unicamente teorico

Ai e medicina, Machine Learning utilizzato per diagnosticare la demenza grazie alle statistiche di guida degli anziani
(image from publichealth.columbia.edu)

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Insomma, in base al tipo di tecnologia ad oggi concepibile, possiamo solo sognare di arrivare un giorno ad allungare la vita fino a 150 anni. Questo, naturalmente, al netto di considerazioni etiche e di opportunità. D’altra parte, l’approccio di Gero è meramente teorico e prende in esame le capacità di guarigione del nostro corpo nel corso degli anni, puntando su una vita lunga a patto che sia anche gratificante.

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Ripetiamo, si tratta di una previsione del tutto teorica e non basata su osservazioni empiriche. Attualmente, la persona più longeva del mondo è la signora giapponese Kane Tanaka, nata il 2 gennaio 1903 (118 anni compiuti). Sempre di una donna il record assoluto, fatto registrare dalla francese Jeanne Louise Calment (1875-1997) che ha raggiunto i 122 e 164 giorni.