Xiaomi vuole farvi ricaricare gli smartphone in modo molto particolare

Xiaomi vuole rivoluzionare il modo di ricarica dei nostri smartphone grazie ad una tecnologia molto particolare.

Xiaomi ricarica smartphone
Xiaomi brevetta una innovativa tecnologia di ricarica degli smartphone (AdobeStock)

Dopo aver raggiunto nuovi record nei tempi di ricarica degli smartphone, Xiaomi pensa ad un modo alternativo per portare da zero a cento il livello di autonomia dei dispositivi mobili. Il prolifico produttore cinese non soltanto può fregiarsi di una moltitudine di prodotti immessi sul mercato, ma anche di un ventaglio di brevetti aventi ad oggetto tecnologie future e all’avanguardia. Molte di queste sono assolutamente alla portata – pensiamo, ad esempio, allo smartphone con fotocamera rotante – mentre altre sembrano più ricalcare un mero esercizio di stile (il rimando va soprattutto al dispositivo che fa anche da smart speaker). Quella sulla ricarica, scoperta di recente grazie ad alcuni approfondimenti dei media cinesi, si colloca in una posizione per così dire “mediana” e vi spieghiamo anche il perché.

Senza lasciarci andare in troppi giri di parole, Xiaomi starebbe testando un modo per ricaricare gli smartphone tramite il suono. Una idea senza dubbio sfruculiante e dagli effetti futuri dirompenti, quantomeno nell’ottica della sempre più in voga sostenibilità. Il principio applicato dal sodalizio di Shenzhen si basa su un concetto cardine molto particolare, ossia la conversione del suono circostante in vibrazione metallica, la quale viene poi convertita a sua volta in corrente alternata sino a trasformarsi definitivamente in corrente continua. Una idea circolare presa in prestito dalla ricarica aerea e sdoganata in un settore ormai punto di riferimento per i consumatori.

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Nessuno sbocco aggiuntivo

Xiaomi ricarica smartphone
La mission impossibile di Xiaomi (AdobeStock)

Certo è che l’idea è ancora lungi dall’esser definitiva e lo dimostra un evidentissimo dettaglio temporale: l’incartamento è stato presentato da Xiaomi nell’ormai lontano 2019, ricevendo soltanto in queste ultime ore una definitiva accettazione da parte dell’agenzia locale “China National Intellectual Property Administration”. Sono già trascorsi due anni e la situazione sembra esser quella originaria: non ci sono insomma sbocchi ulteriori a sostegno del progetto, ancora fermo al palo nel suo stato embrionale.

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Sarà così anche per il futuro? Difficile dirlo visto il progredire della tecnologia, ma quella di Xiaomi sembra esser una missione tutt’altro che praticabile, stante anche la necessità di tener conto di un’altra impellente esigenza: la riduzione od addirittura il definitivo abbattimento dei tempi di ricarica. Un fattore quest’ultimo sul quale Xiaomi è invece in vantaggio sulla concorrenza. E su questo non c’è molto da discutere.