Science mette il vaccino anti-Covid in cima alle scoperte del 2020

La prestigiosa rivista accademica Science passa in rassegna le scoperte più importanti del 2020 e il vaccino anti-Covid fa incetta di attenzioni. Ma sono davvero numerose le rivelazioni scientifiche di grande portata degli ultimi dodici mesi.

Vaccino anti-Covid Science 2020
Il vaccino anti-Covid è la scoperta dell’anno secondo Science (Pixabay.com)

Science proclama il vaccino anti-Covid scoperta dell’anno. E una posizione diversa sarebbe stata una sorpresa. Come di consueto, la rivista scientifica fa il punto sulle scoperte più importanti degli ultimi 12 mesi. La cover dello speciale dedicato al 2020 è inequivocabile: una serie di siringhe sono lanciate come missili contro il coronavirus responsabile della pandemia che ha paralizzato il mondo intero. A “cavalcare la bomba” anti-covid, però, non c’è nessun pazzo esaltato, ma i determinatissimi scienziati che in meno di un anno sono riusciti ad approntare una strategia di difesa contro il virus.

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Nonostante Science non potesse esimersi dal tributo al vaccino anti-Covid, sono comunque tanti gli episodi di rilievo dell’anno. Restando nel campo della medicina, il settimanale benedice anche la ricerca condotta sui cosiddetti elite controllers di un altro virus, l’Hiv: gli elite controllers sono un gruppo di persone che si sono infettati ma che riescono a tenere a bada la riproduzione dell’Hiv. Lo studio ha svelato che nel loro caso le porzioni del genoma umano contenenti il virus non vengono trascritte. La comprensione di come questo avvenga potrebbe aprire la strada a nuove terapie.

Science passa oltre il vaccino anti-Covid e ricorda le altre scoperte del 2020: dall’ingegneria genetica all’uomo rettile di Sulawesi

AI science 2020
Science premia anche le applicazioni dell’intelligenza artificiale nel campo della medicina (Pixabay.com)

Sempre nel campo della medicina, Science ha voluto sottolineare lo straordinario successo di Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna. Le due Nobel per la Chimica del 2020 sono le ideatrici della tecnologia di ingegneria genetica Crispr-Cas9, in grado di modificare con estrema precisione il genoma degli esseri viventi. La Crispr è stata già utilizzata con promettenti risultati in pazienti affetti da beta-talassemia e anemia falciforme.

Menzione speciale anche per il sistema Alphafold, sviluppato dalla AI company di Google, la britannica Deep Mind Technologies. Alphafold è un progetto avviato nel 2016 che quest’anno è riuscito a predire la struttura tridimensionale delle molecole basandosi sulle catene di amminoacidi con una precisione senza precedenti. Tramite l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, Alphafold ha raggiunto risultati paragonabili a quelli ottenuti dalle tecniche sperimentali, che ricavano la forma 3D delle proteine essenzialmente bombardandole di radiazioni. Determinare la forma delle proteine equivale a decrittarne il funzionamento.

Premiata anche la scoperta della superconduttività a temperatura ambiente, messa a punto da un team di ricercatori statunitensi. Sebbene per ora sia necessario applicare pressioni troppo elevate per immaginare applicazioni imminenti, le possibilità di impiego di un materiale a resistenza elettrica nulla potrebbe in futuro rivoluzionare la distribuzione di energia elettrica. La svolta dell’anno in ambito astronomico è stata invece la scoperta della fonte dei fantomatici Fast Radio Burst, i “lampi radio veloci” provenienti dall’esterno della Via Lattea. Ora sappiamo che a generare questi impulsi ad alta energia, della durata di qualche millisecondo, sono le Magnetar. Si tratta stelle di neutroni con un  campo magnetico di mille volte superiore a quello tipico di questa categoria di corpi celesti.

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Nel numero che celebra la cura per il Covid, Science ricorda anche i progressi fatti nelle stime del riscaldamento globale; le nuove rivelazioni sul cervello degli uccelli, che in quanto a capacità cognitive sarebbe molto più vicino del previsto a quello dei mammiferi; il ritrovamento di pitture rupestri risalenti fino a 44.000 anni fa in una grotta sull’Isola di Sulawesi. Le scene raffigurate rappresentano esseri semi-umani intenti a cacciare animali e costituiscono il più antico esempio della capacità di homo sapiens di inventare realtà fantastiche. Insomma, quella capacità di astrazione che ha fatto di noi i padroni del pianeta.