Una nuova minaccia si abbatte sugli iPhone: scoperto lo spyware Predator

I ricercatori del Citizen Lab hanno scoperto l’esistenza di “Predator”, un nuovo spyware che si fa strada sugli iPhone

spyware Pegatron iPhone
La nuova inquietante scoperta dei ricercatori del Citizen Lab (Unsplash)

L’ombra degli spyware continua ad inquietare i possessori degli iPhone, e questa volta non c’entra nulla NSO Group e il suo virus Pegasus. Le ultime scoperte dei ricercatori del Citizen Lab confermano l’interesse dei cybercriminali verso il settore mobile e, in particolare, dell’utilizzo degli smartphone da parte di soggetti aventi in qualche modo una certa rilevanza.

E se nel caso di Pegasus erano giornalisti e attivisti ad essere finiti sotto controllo, i nuovi sofisticati strumenti di cyberspionaggio avrebbero preso di mira il politico Ayman Nour. La vicenda è sommariamente ricostruita dagli stessi ricercatori, che hanno pubblicato di recente alcune nuove scoperte relative all’esistenza di uno spyware intitolato “Predator“, la cui paternità sarebbe da ricondurre alla società di sorveglianza Cytrox, compagine recentemente spostatasi in Grecia e che si occuperebbe dello sviluppo e della stessa vendita. Lo spyware in questione avrebbe appunto colpito il politico Ayman Nour, il cui iPhone era stato peraltro già afflitto da Pegasus.

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La scoperta di Predator

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Pegatron è il nuovo spyware che minaccia gli iPhone (PixaBay)

Dalle scoperte di Citizen Lab si evince chiaramente la differenza tra Pegasus e Predator, con il secondo arrivato dentro lo smartphone della vittima attraverso dei collegamenti inviati tramite WhatsApp. Gli hacker hanno quindi sfruttato questa porta di ingresso e si sono fatti strada senza troppe difficoltà all’interno del sistema operativo iOS 14.6, trattandosi appunto di una vicenda che va inquadrata nel giugno scorso quando appunto non era ancora uscito iOS 15.

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Ma come si è arrivati alla scoperta dell’esistenza di Predator? Benché silenzioso e apparentemente inerte, Predator avrebbe lasciato una traccia importante: il surriscaldamento dell’iPhone. Un fattore che ha insospettito il politico Ayman Nour, il quale ha consegnato il suo iPhone ai ricercatori del Citizen Lab al fine di effettuare alcuni controlli interni. Controlli che hanno poi portato, attraverso un’analisi dei registri dello smartphone, all’esistenza dello spyware Predator e alla conferma sul fatto che l’attacco sia stato organizzato dal governo egiziano.