Terremoto Milano, Google l’ha rilevato grazie agli smartphone degli utenti

La tecnologia di Google, sebbene ancora in via di sperimentazione, è riuscita a individuare velocemente il terremoto a Milano di ieri. Questo, cosa che sarebbe sembrata impossibile fino a poco tempo fa, grazie agli smartphone Android degli utenti, che per l’occasione hanno funzionato da sismografi.

terremoto milano
(Pixabay)

Intorno alle cinque del pomeriggio di ieri, giovedì 17 dicembre, una forte scossa di terremoto ha colpito Milano e le zone limitrofe. Molte le testimonianze degli abitanti, riversatisi sui social network nel giro di pochi istanti. In molti hanno sentito inizialmente un forte un boato, altri hanno assistito a oggetti cadere da mobili e mensole e così via. Ma oltre alle persone e ai sismografi, sono andate in scena altre rilevazioni: quelle degli smartphone Android.

Subito dopo il sisma infatti, sulla prima pagina dei risultati di Google figurava in bella vista l’avviso di quanto appena accaduto. Questo, per quanto possa sembrare una cosa banale, è frutto di una delle ultime tecnologie di Google, annunciata ufficialmente solo di recente: l’Android Earthquake Alerts System.

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Terremoto Milano, gli accelerometri degli smartphone usati da Google come sismografi

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(AdobeStock)

Il sistema si basa sull’utilizzo degli accelerometri presenti sulla maggior parte degli smartphone, quelli che – semplificando – consentono alle immagini sul display di ruotare quando poniamo il dispositivo in orizzonate. Sebbene la sensibilità di questi sensori non sia neanche lontanamente paragonabile con quella degli strumenti preposti in dotazione alle autorità, a fare la differenza è il numero. Migliaia e migliaia di smartphone sparsi su una porzione di territorio ristretto riescono infatti a restituire un quadro verosimile, per quanto rudimentale, di una scossa di terremoto.

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Ad alcuni degli utenti che hanno effettuato su Google la ricerca “Terremoto Milano” immediatamente dopo la scossa inoltre, se localizzati nella zona interessata, il motore di ricerca ha posto un’ulteriore domanda di conferma, utile per affinare sempre più questa tecnologia: “Ci sono segnalazioni di scosse in quest’area: Milano. Le hai sentite?”.

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