Stati per WhatsApp: una frase o molto altro?

Cosa scrivere sullo stato per WhatsApp? C'è una relazione tra quello che scegliamo di scrivere e come siamo fatti? Una riflessione su come una frase può farci percepire dai nostri amici e colleghi.

Se, invece, non vi importa nulla dello stato per WhatsApp ma utilizzate comunque l’app per messaggiare con gli utenti della vostra rubrica, niente paura: il buon caro vecchio “Hey there! I am using whatsApp” o – ancora meglio – lo spazio vuoto, valgono più di ogni altra parola. 
 
Ma la lista dei profili potrebbe essere chilometrica: dai più alti pensieri ai più beceri, dal razzista al multietnico, dal politico all’anarchico, dallo sportivo all’appassionato di divano. Gli stati per WhatsApp spesso descrivono ciò che si è, ciò che si prova in un preciso momento, ciò in cui si crede, un mantra da leggere ogni giorno o un pensiero leggero che vuol far sorridere. Per molti altri, invece, è solo e soltanto una frase su un programma per messaggiare illimitatamente senza pagare un cent di cui se ne può fare certamente a meno, E per voi, invece, cos’è uno stato per WhatsApp? Quali frase preferite?

C’è chi utilizza lo stato di WhatsApp per mandare messaggi più o meno espliciti: “Ti amo”, “Ti Odio”, “Quando ti vedo ti spezzo le ossa”, “Adesso mi hai rotto il (bip)”, “Mah…”. Tutti stati rivolti in gran parte ad entità sconosciute, che hanno spesso come obbiettivo quello calamitare più persone possibili e parlare finalmente di quel qualcuno o di quel qualcosa sottinteso nella frase. Una richiesta d’attenzione 2.0, sfruttata anche sui principali social network: straordinario. 
 
 

Ma lo stato per WhatsApp viene usato spesso anche per avvertire tutti che si è impossibilitati a rispondere (e alcuni utenti che leggeranno potrebbero avere come effetto collaterale di risposta un suono del tipo “embé?”. Tranquilli, è tutto normale) o comunicare quando si è fuori casa, in ufficio, al cesso, a letto, in aereo, a cavallo o in chiesa. Tra un salmo e l’altro o tra un ostacolo e l’altro è probabile che l’utente riuscirà a rispondervi, magari scrivendo una parola per riga, così da destare meno nell’occhio o per non perdere la concentrazione di quello che si sta facendo. Se l’utente vi avvisa sullo stato che è in aereo, invece, sperate che non vi arrivi alcuna risposta, almeno fino a che il velivolo non atterri. 
 
 

Ci sono ovviamente anche i malati di calcio, con i classici W Juve, W Milan, etc… da diario di scuola, “Siamo noi, siamo noi…”, e tanti altri cori da stadio che attirano più che altro gli insulti degli utenti tifosi di squadre avversarie e l’indifferenza o la non comprensione di chi del calcio si disinteressa non poco. Gli scontri calcistici su WhatsApp potrebbero essere una delle soluzioni della piaga delle violenze sugli stadi? Ci si potrebbe lavorare per sviluppare una sezione ad hoc…
 
 

C’è chi, invece, prova a divertire la rubrica con barzellette o freddure ma, ahimè, non sempre si ha l’effetto desiderato. Risultato: il barzellettiere di WhatsApp continua a cambiare stati con battute differenti in maniera compulsiva, aspettando qualche risata che, forse, non arriverà mai. Potrebbe essere utile qualche pausa del tipo ““Hey there! I am using whatsApp”: sarà sicuramente apprezzato. 
 
 

Ormai impariamo anche a conoscere gli utilizzatori leggendo lo status: troviamo il futuro Dante Alighieri che ci allieta quotidianamente di poemi di altissimo livello o di aforismi, per evidenziare l’ottima caratura letterale, dimenticando forse che alla maggior parte degli utenti non verrà in mente di entrare nella pagina del profilo per leggere l’intero “Inferno”. Quando sulla lista degli utenti lo stato non compare completamente e viene spezzato dai puntini, beh… cominciate a farvi qualche domanda.  
 
 

 
Alzi la mano chi non ha installato sul proprio smartphone l’app WhatsApp: sicuramente sarete in pochi e con il passare del tempo molti di voi decideranno di scaricarla per mantenersi in contatto con amici, colleghi e familiari. Usare WhatsApp ha cambiato davvero il nostro modo di comunicare ma anche di essere: pensiamo, ad esempio, agli stati per WhatsApp, per molti una semplice frase che personalizza il vostro profilo ma che per altri, invece, rappresenta qualcosa di più

 
Gli stati per WhatsApp possono essere neutri, ironici, profondi, divertenti, criptici: è un ulteriore mezzo per comunicare ai propri amici i propri stati d’animo, mandare messaggi “in codice” o anche divertirli con una frase ad effetto. Insomma, lo status dell’utilizzatissima app di instant messaging riveste un’importanza sempre maggiore per chi la usa.